mi sembra di capire che così come stanno le cose non si collabori più con la squadra SP ma nello stesso tempo, giustamente,
continueremo ad operare per tenere vivi i principi di solidarietà e di uguaglianza che ci hanno animato in questi anni e per assicurare che essi siano rappresentati come meritano nel prossimo Consiglio comunale. Come cittadini o come potenziali amministratori?
Alzerei l'importanza del comunicato dando più enfasi al rifiuto dello strumento democratico delle primarie piuttosto che al gruppo dei 25 che ne ha impedito la realizzazione. Porrei l'attenzione sulla decisione e non direttamente su chi l'ha presa.
Un saluto
Anna
sabato 7 marzo 2009
riflessioni via mail 1
domenica 1 marzo 2009
verbale 2° riunione
Cari amici,
Adesso ho finito e mi rendo conto che questo verbale può apparire squinternato. Non riuscivo a dormire. Facciamo di difficoltà sgabello, come diceva Benedetto Croce. Addirittura meglio se lo integrerete con vostri interventi correttivi ed emendativi. Abbiamo concordato di rivederci all’angolo di via Roma 11 venerdì 6 marzo alle ore 21.
All’incontro di sabato 28 febbraio erano presenti Giovanna Baffa, Jacopo Baffa, Domenico Bastino, Mario Dellacqua, Laura Ferrari, Massimiliano Franco, Giovanni Garabello, Aurora e Diego Goitre, Anna Massa, Cesare Micanti, Thè all’ananas di Laura, Teresa Vigliotta.
Riassumo con la solita avvertenza: ho partecipato alla riunione e dunque esprimo nel resoconto una soggettività che può influenzare la mia interpretazione ingigantendo o rimpicciolendo alcuni punti di vista emersi. Il presente verbale non è dunque fatto con la pretesa di confezionare la verità e la fedeltà alle cose dette, ma è solo un primo passo per ricostruire un pensiero comune con il contributo di una pluralità di correzioni. Scrivere e leggere serve a rimettere in ordine le idee, a chiarirle e persino ragionevolmente a cambiarle.
1. Siamo sconcertati dalla scelta di alcuni nostri amici di aver votato a favore dell’ordine del giorno con cui il gruppo consiliare di SP ha respinto le primarie otto a tre. Da Mariella bisognava aspettarselo, dal momento che alla riunione scorsa aveva detto, in sostanza: se bisogna comunque trattare dopo le primarie, tanto vale trattare prima cercando di ottenere il massimo senza lacerazioni. Il negoziato veniva qui preferito e anteposto al passaggio democratico e noi siamo stufi di negoziati che prendono il posto della lotta politica e della dialettica democratica. Pare che Giordanengo, invece, abbia escluso le primarie perché esse sarebbero un modo per incastrare chi perde. A me sembra la solita contorsione cerchiobottista per tenere il piede in due scarpe: così si sfascia la botte e si va in giro zoppi, quando bisognerebbe camminare eretti e bere con parsimonia vino di qualità. L’assessore Cammuso ha chiesto le dimissioni di Giovanni e il Sindaco ha chiesto addirittura come ci siamo permessi di telefonare a casa delle gente per chiedere di firmare la petizione per le primarie.
2. Già, le firme. Secondo alcuni le firme non vanno consegnate perché darebbero un vantaggio al Sindaco. Secondo altri, le firme sono state raccolte per essere consegnate. Se il Sindaco risponde è nel suo diritto. Chi ha firmato non è coraggioso e neppure superficiale, tant’è vero che abbiamo ricevuto dei motivati e rispettabili dinieghi. Chi ha firmato si è avvalso della sua libertà e non dobbiamo comportarci come se vivessimo in una dittatura. Si è concordato di proseguire la raccolta di firme, di aggiornare continuamente in bacheca il numero delle adesioni man mano che arrivano, di riservarsi di consegnarle quando dovessimo decidere che la rottura è insanabile. Già, la rottura. Un gruppo di non più di 25 persone ha dimostrato di non tenere conto dell’apporto fornito sin dalla sua nascita nel 1990 a SP dall’ispirazione cristiano-sociale e dall’esperienza rifondarola: un apporto sempre unitario e responsabile anche quando si manifestava con la critica. Un gruppo di non più di 25 persone teme che la voce degli elettori – giudicati poco maturi per capire – si possa esprimere liberamente e dimostra di essere più interessato a proteggere la propria carriera politica, l’assessorato da conquistare o conservare. Un gruppo di non più di 25 persone preferisce decidere tutto da solo e pretende che gli altri si accodino e basta davanti al fatto compiuto, contando sul ricatto emotivo che “un’altra lista farebbe vincere gli altri”. Sanno che difficilmente ci prenderemmo quella responsabilità perché ci conoscono e inconsciamente lucrano su questa nostra collaudata responsabilità, ma quando la corda si spezza è tirata da due parti. Massimiliano avverte che non è affatto scontata la popolarità dell’attuale Sindaco. Domenico dice che potremmo valutare di presentare una nostra lista nell’eventualità di una simile spaccatura nel centrodestra, mentre “bisogna pensarci tre volte” se le liste dovessero essere due contro un centrodestra unito. Ma non è questa la fase in cui far precipitare le decisioni. Dobbiamo tenere alta l’attenzione con la raccolta di firme. Dobbiamo sollecitare un’assemblea pubblica di SP. Il segretario democratico ha detto che vuole una risposta per martedì perché “si è già perso troppo tempo” e da allora “comincia la campagna elettorale”.
3. Consultato Beppe dalla Cina, Laura fa sapere che i rapporti gli sembrano compromessi: forse bisogna attrezzarsi per costruire un’opposizione scontando la nostra assenza dal Consiglio comunale. Giovanni comunica che sono in corso pressioni a base di sms e di abbracci lacrimevoli per ricomporre la frattura di mercoledì e per fare insieme lista e giunta. Abbiamo deciso di esplorare questa strada che non rende definitiva la rottura, non la esclude per il futuro, ma tiene aperto un canale per il dialogo. Massimiliano suggerisce di chiedere una Giunta ridotta a quattro: bisogna dare in questi tempi di crisi un forte segnale di riduzione dei costi della politica e di discontinuità con le troppe persone legate alla poltrona. Si concorda di vincolare l’eventuale lista unitaria alla comunicazione pubblica preventiva dei nomi dei quattro assessori: sia per evitare trucchetti e cambi delle carte in tavola, sia perché è giusto di fronte agli elettori che vedono in ciò un elemento di coesione.
4. Ciò che ci manca non ce lo può dare la presenza nell’Amministrazione comunale, ma questa presenza ci può aiutare se ci dedichiamo alla solidarietà concreta e al mutuo soccorso con gli operai, i deboli e i disabili, all’inchiesta sulle condizioni degli operai nella fabbrica e nel posto di lavoro perduto, alla cooperazione internazionale e al commercio equosolidale, alla crescita dell’istruzione e alla formazione di competenze sull’urbanistica democratica e sull’ecologia, al giornalismo come inchiesta sulla vita quotidiana, all’emergenza educativa nella scuola e nella famiglia. Tutto ciò non progettando l’egemonia di un partito, ma come risultato dell’azione di una rete associativa di gente che agisce in prima persona e dove la pluralità di appartenenze non è un ostacolo o una competizione sotterranea, ma una condizione serenamente accettata. Se posso sintetizzare con uno slogan: col tempo, dal basso e con gli altri.
5. Adesso ho finito e mi rendo conto che questo verbale può apparire squinternato. Facciamo di difficoltà sgabello, come diceva Benedetto Croce. Addirittura meglio se lo integrerete con vostri interventi correttivi ed emendativi. Abbiamo concordato di rivederci all’angolo di via Roma 11 venerdì 6 marzo alle ore 21.
giovedì 26 febbraio 2009
addio primarie?
Agli amici di venerdì scorso,
ho appena appreso da Beppe Astore e da Giovanni garabello che la riunione del gruppo consiliare di solidarietà e progresso si è conclusa respingendo le primarie con il voto contrario di Astore, Garabello e Vigliotta. la scelta approvata porta a compimento l'esclusione di due componenti che hanno dato vita a solidarietà e progresso. quella cristiano sociale e quella rifondarola. si è stabilito in anticipo che le candidature vanno discusse o negoziate in ambiti ben protetti ma non vanno affidate alla responsabilità dei cittadini elettori pure così blanditi.
ho sentito anche Domenico bastino e abbiamo pensato di convocarci in un angolo non ottuso di via Roma 13 sabato 28 febbraio alle ore 16 per una comune prima valutazione sul da farsi. purtroppo il locale venerdì sera è già prenotato per un'altra iniziativa e non sappiamo se in questo modo permettiamo a chi vuole di partecipare. comunque non possiamo aspettare e dobbiamo far circolare il pensiero subito.
ciao a tutte e a tutti. Mario
domenica 22 febbraio 2009
senti questa
leggo sull'Eco del Chisone queste dichiarazioni di Giuseppe Mantegna e Alessandro cammuso: "Il partito democratico con atto ufficiale ha consacrato Maria Luisa Simeone candidato sindaco della lista di solidarietà e progresso".
Mi limito ad osservare che solo la persuasione che noi non saremo così sciocchi e narcisisti da presentare un'altra lista può permettere ad un partito e ad una sua riunione di 25 iscritti di decidere e di imporre la sua decisione a tutti gli altri con questa innocente prepotenza, come se fosse un bicchiere d'acqua. naturalmente, dopo aver imposto le proprie decisioni, si apre il dialogo ecc. qui della democrazia è sopravvissuta solo la zia, giacché si mostra di non apprezzare la differenza fra una parte (il pd) e il tutto (solidarietà e progresso). se queste sono le premesse, mi sembra di dover concludere che i soggetti di cui sopra abbiano deciso di sbarazzarsi di noi. cordialità nonostante e tuttavia
Mario
sabato 21 febbraio 2009
Verbale 1° riunione
1) Siamo tutti d'accordo che le primarie sono il solo metodo democratico per evitare la competizione elettorale nel centrosinistra.
La decisione di svolgerle non può essere demandata al pd: è il partito più importante della coalizione, ma non esaurisce la varietà di altre esperienze politiche, individuali e collettive che hanno concorso allo spirito originario della formazione civica e che ne hanno sostenuto negli anni lo sviluppo con il voto, con la candidatura, con la partecipazione all'attività politica.
2) Siamo tutti d'accordo che negare le primarie, come ha scritto il Pd locale nel suo documento, è un fatto gravissimo che noi dovremo denunciare se confermato: esso significherebbe l'affossamento ("la morte", ha detto beppe astore) di solidarietà e progresso perché dichiarerebbe l'azzeramento di due culture politiche fondative di solidarietà e progresso: quella cristiano sociale o cattolico democratica e quella della sinistra "radicale" che preferirei definire eretica ma lasciamo perdere che ci siamo capiti.
3) Siamo tutti d'accordo nel promuovere una raccolta di firme indirizzata al capogruppo consiliare per chiedere le primarie e per sollecitare una riunione del gruppo durante la quale potrà emergere in tutta chiarezza e serenità la richiesta di pronunciarsi sulla questione.
4) Siamo tutti d'accordo che le primarie devono essere accompagnate da un clima serrato di confronto, ma sorvegliato da civiltà di comportamenti e di parole, escludendo di "bombardare l'avversario", come ha detto Diego Goitre.
5) Siamo tutti d'accordo che le primarie comportano l'obbligo per chi perde di appoggiare chi prevale. Quest'ultimo avrà facoltà di scegliere una composizione della squadra funzionale alle alleanze per vincere nella competizione con il centrodestra e per garantire un'efficiente collaborazione e affidabilità reciproca nella futura conduzione della vita amministrativa e della macchina comunale.
Si è poi discusso nel corso della serata degli scenari possibili: Che cosa facciamo se non otterremo le primarie? Che cosa facciamo se le perdiamo? Che cosa facciamo se le vinciamo? Chi imbarchiamo e chi no? Le possibilità dei comportamenti adottabili sono le più varie, anche quella di un negoziato preventivo. C'è chi lo auspica, c'è chi lo avversa. Se chiediamo le primarie vi dobbiamo partecipare per vincerle, non per usare un mezzuccio che assicura un miglior margine di trattativa, ha detto Massimiliano franco. Preferisco perderle, dimostrando però che si è aperta la via alla partecipazione dei cittadini e non a un nuovo inciucio, ha detto Diego Goitre.
Non darei troppo peso a queste preoccupazioni, facciamo un passo alla volta. le primarie sono ancora da conquistare e l'unico mezzo che abbiamo ORA è una buona e vasta raccolta di firme.
Nel corso della serata è anche emersa l'analisi degli errori commessi. Il primo è quello di non aver esplicitato in linguaggio pacifico e chiaro il contrasto con un modo di interpretare il ruolo di Sindaco più interessato a coltivare buoni rapporti per la propria autopromozione e a considerare i cittadini come portatori di consenso e non come soggetti capaci di concorrere alle scelte: la differenza tra fumo e arrosto. Una malintesa preoccupazione unitaria ha compromesso la chiarezza dei rapporti e oggi ci indebolisce. Il secondo errore è quello di aver lasciato spazio nel pd a soggetti interessati solo ad occupare quello spazio in attesa di occasioni favorevoli e non a sviluppare una iniziativa politica e una dialettica democratica. Questo secondo errore è figlio della scelta, più o meno consapevole, dell'abbandono della politica, di una rassegnata accettazione della sua degenerazione affastico-carrieristico-clientelare e della sua spettacolarizzazione attorno alla figura del leader cercato, perduto e ritrovato. la nostra forza sta nel rilancio dell'impegno politico per formare urbanisti democratici, ambientalisti efficienti, cooperatori sociali, attivisti dell'integrazione con gli extracomunitari, animatori dell'istruzione e della formazione politica, diffusori del commercio equo e solidale, giornalisti che svolgono inchiesta sulla presenza sindacale, sulla libertà nelle fabbriche, sulla vita e sul pensiero degli operai, oggi così soli. Se potenzieremo l'utilità sociale della politica saremo forti nel sostenere un sindaco amico o saremo forti nell'opposizione. Gli accordi si fanno rispettare non sventolando le firme e gridando ai tradimenti, ma con la pressione democratica, con il consenso popolare, con i buoni argomenti, con donne e uomini liberi e capaci di camminare eretti.
spero di non avervi disturbato e se ho dimenticato qualcosa o involontariamente errato, fate circolare le correzioni.
come volevasi dimostrare ho perduto l'email di Massimiliano franco e non conosco quella di secondo Armand. qualcuno può inoltrargli questo testo?
ciao a tutti. Mario