martedì 10 marzo 2009

Il dialogo si stà spezzando

cari amici, come potete vedere le cose vanno male e il filo del dialogo si va spezzando. Giovanni è stato semiaggredito fisicamente e aggredito verbalmente. chiamato poveraccio dal cittadino ferrua, il cittadino cammuso ha invece detto con solennità che sono i voti di preferenza a contare per la definizione dei membri della giunta e l'espressione popolare va rispettata. l'incarico di assessore è così diventato non l'inizio di un impegno che richiede professionalità, competenza e esperienza politica, ma il premio da ricevere alla fine di una gara. temo di dover concordare con Domenico: in quell'ambiente non si può lavorare. Hanno respinto le primarie e aggirato ogni richiesta di dibattito perché unicamente preoccupati, in omaggio formale al dovere dell'unità, delle loro prospettive di carriera. Così il clima si è inquinato fino a suggerire l'opportunistico silenzio a chi trova conveniente aspettare di vedere chi prevale per schierarsi dalla parte giusta, cioè del più forte e in grado di assegnare posti. In assenza di beppe astore e di Teresa, Giovanni è stato circondato dal silenzio anche di chi ha partecipato alle nostre riunioni senza mai attenersi alle decisioni collegialmente assunte. non lasciamoci prendere dallo scoramento. ha ragione beppe quando dice che la palla passa al sindaco: è lei che a questo punto deve decidere e scegliere. la rinuncia alle primarie l'ha già praticamente incassata, se vuole cedere a chi minaccia un'altra lista solo per ottenere un posto, sprofonda nel ridicolo. con Giovanni avremmo concordato di far uscire il comunicato nell'ultima più rigida edizione, sempre che dal giro elettronico non arrivino indicazioni contrarie. badate però che il tempo stringe e dobbiamo mostrare determinazione e tempestività. detto in altri termini, funziona il silenzio assenso in questi casi di relativa urgenza. inviterei me stesso e tutti a tenere i nervi saldi e a non prendere decisioni singole. Mario


domenica 8 marzo 2009

riflessioni via mail 4

Più lo leggo più mi sembra leggibile in due modi differenti.

Dal nostro punto di vista di gente responsabile che, alle mancate richieste, gli stessi rispondono con coscienza e responsabilità cercando la via del dialogo.
Dal punto di vista di chi punta al cadreghino e a passà ‘a nottata (aggiungo che non credo che tutti coloro che hanno detto no alle primarie siano tra questi) può essere visto come una vittoria facile: è bastato dire no due volte e si trovano servito in bacheca un bel comunicato in stile veltroniano che annuncia loro che hanno a che fare con un opposizione morbida e che la grande paura delle due liste concorrenti ormai è passata.

Non so se la via che propone Domenico -" ci siano frasi troppo esplicite sul fatto che noi non rompiamo, , lo terrei proprio perché non sappiamo se si profilerà un accordo." - sia corretta o meno ma ho l'impressione che qualcuno la possa giudicare una resa.
Credo che solo la nostra continuità e coerenza a lungo termine ci possa dare ragione, ma per non pregiudicare le trattative di questi giorni credo che bisogni soppesare esattamente le parole e i tempi per non farci sembrare troppo deboli ma neanche troppo intransigenti. Mi affido a voi per sciogliere il mio dubbio.
Ciao a tutti
Diego


riflessioni via mail 3

ormai carissimi tutti,
invio in allegato la terza edizione. soppesate per favore la correzione che ho introdotto a proposito dei segnali necessari di discontinuità e di rinnovamento (leggi giunta di soli quattro per riduzione dei costi e facce nuove). mi dispiace di non conoscere il cognome di Aurora, ma lo metterei perché qui non siamo mogli o mariti di, ma persone individualmente titolari della responsabilità del proprio pensiero. chiedo ad Anna massa se posso aggiungere la sua firma, visto che ha contribuito in modo decisivo al decollo delle correzioni. Fernanda e Gianluigi si facciano vivi per favore per lo stesso motivo.
Ora sto molto meglio e ho molta fiducia nel futuro, anche perché Giovanna poche ore fa mi ha suggerito un'idea che mi toglie sonno e mi dà felicità. presto saprete. Beppe, non è quella di cui ti ho parlato. è ancora un'altra. naturalmente il gioco delle correzioni è ancora aperto. Giovanni suggerisce di non far uscire niente fino a lunedì. obbediamo.
ciao a tutti e buona domenica
vostro affettuosamente Mario

sabato 7 marzo 2009

riflessioni via mail 2

Anna Massa ha visto cose che noi non avevamo visto. il testo va corretto nel senso indicato. tra l'altro io rilevo ora che il comunicato non contiene alcun riferimento alla raccolta delle firme: che sciocchezza. le firme infatti vanno valorizzate come adesioni consapevoli proprio perchè raccolte tra ragionati e rispettabili altri punti di vista. quanto alla formula conclusiva: essa è volutamente aperta a tutte le possibilità e sbocchi che potranno maturare nelle prosime settimane: lotteremo come amministratori se ne ravviseremo le condizioni altrimenti come cittadini. adesso provo a riscrivere e poi invio a tutti il nuovo testo. ciao mario

riflessioni via mail 1

mi sembra di capire che così come stanno le cose non si collabori più con la squadra SP ma nello stesso tempo, giustamente,
continueremo ad operare per tenere vivi i principi di solidarietà e di uguaglianza che ci hanno animato in questi anni e per assicurare che essi siano rappresentati come meritano nel prossimo Consiglio comunale. Come cittadini o come potenziali amministratori?
Alzerei l'importanza del comunicato dando più enfasi al rifiuto dello strumento democratico delle primarie piuttosto che al gruppo dei 25 che ne ha impedito la realizzazione. Porrei l'attenzione sulla decisione e non direttamente su chi l'ha presa.
Un saluto
Anna

domenica 1 marzo 2009

verbale 2° riunione

Cari amici,
Adesso ho finito e mi rendo conto che questo verbale può apparire squinternato. Non riuscivo a dormire. Facciamo di difficoltà sgabello, come diceva Benedetto Croce. Addirittura meglio se lo integrerete con vostri interventi correttivi ed emendativi. Abbiamo concordato di rivederci all’angolo di via Roma 11 venerdì 6 marzo alle ore 21.


All’incontro di sabato 28 febbraio erano presenti Giovanna Baffa, Jacopo Baffa, Domenico Bastino, Mario Dellacqua, Laura Ferrari, Massimiliano Franco, Giovanni Garabello, Aurora e Diego Goitre, Anna Massa, Cesare Micanti, Thè all’ananas di Laura, Teresa Vigliotta.

Riassumo con la solita avvertenza: ho partecipato alla riunione e dunque esprimo nel resoconto una soggettività che può influenzare la mia interpretazione ingigantendo o rimpicciolendo alcuni punti di vista emersi. Il presente verbale non è dunque fatto con la pretesa di confezionare la verità e la fedeltà alle cose dette, ma è solo un primo passo per ricostruire un pensiero comune con il contributo di una pluralità di correzioni. Scrivere e leggere serve a rimettere in ordine le idee, a chiarirle e persino ragionevolmente a cambiarle.

1. Siamo sconcertati dalla scelta di alcuni nostri amici di aver votato a favore dell’ordine del giorno con cui il gruppo consiliare di SP ha respinto le primarie otto a tre. Da Mariella bisognava aspettarselo, dal momento che alla riunione scorsa aveva detto, in sostanza: se bisogna comunque trattare dopo le primarie, tanto vale trattare prima cercando di ottenere il massimo senza lacerazioni. Il negoziato veniva qui preferito e anteposto al passaggio democratico e noi siamo stufi di negoziati che prendono il posto della lotta politica e della dialettica democratica. Pare che Giordanengo, invece, abbia escluso le primarie perché esse sarebbero un modo per incastrare chi perde. A me sembra la solita contorsione cerchiobottista per tenere il piede in due scarpe: così si sfascia la botte e si va in giro zoppi, quando bisognerebbe camminare eretti e bere con parsimonia vino di qualità. L’assessore Cammuso ha chiesto le dimissioni di Giovanni e il Sindaco ha chiesto addirittura come ci siamo permessi di telefonare a casa delle gente per chiedere di firmare la petizione per le primarie.

2. Già, le firme. Secondo alcuni le firme non vanno consegnate perché darebbero un vantaggio al Sindaco. Secondo altri, le firme sono state raccolte per essere consegnate. Se il Sindaco risponde è nel suo diritto. Chi ha firmato non è coraggioso e neppure superficiale, tant’è vero che abbiamo ricevuto dei motivati e rispettabili dinieghi. Chi ha firmato si è avvalso della sua libertà e non dobbiamo comportarci come se vivessimo in una dittatura. Si è concordato di proseguire la raccolta di firme, di aggiornare continuamente in bacheca il numero delle adesioni man mano che arrivano, di riservarsi di consegnarle quando dovessimo decidere che la rottura è insanabile. Già, la rottura. Un gruppo di non più di 25 persone ha dimostrato di non tenere conto dell’apporto fornito sin dalla sua nascita nel 1990 a SP dall’ispirazione cristiano-sociale e dall’esperienza rifondarola: un apporto sempre unitario e responsabile anche quando si manifestava con la critica. Un gruppo di non più di 25 persone teme che la voce degli elettori – giudicati poco maturi per capire – si possa esprimere liberamente e dimostra di essere più interessato a proteggere la propria carriera politica, l’assessorato da conquistare o conservare. Un gruppo di non più di 25 persone preferisce decidere tutto da solo e pretende che gli altri si accodino e basta davanti al fatto compiuto, contando sul ricatto emotivo che “un’altra lista farebbe vincere gli altri”. Sanno che difficilmente ci prenderemmo quella responsabilità perché ci conoscono e inconsciamente lucrano su questa nostra collaudata responsabilità, ma quando la corda si spezza è tirata da due parti. Massimiliano avverte che non è affatto scontata la popolarità dell’attuale Sindaco. Domenico dice che potremmo valutare di presentare una nostra lista nell’eventualità di una simile spaccatura nel centrodestra, mentre “bisogna pensarci tre volte” se le liste dovessero essere due contro un centrodestra unito. Ma non è questa la fase in cui far precipitare le decisioni. Dobbiamo tenere alta l’attenzione con la raccolta di firme. Dobbiamo sollecitare un’assemblea pubblica di SP. Il segretario democratico ha detto che vuole una risposta per martedì perché “si è già perso troppo tempo” e da allora “comincia la campagna elettorale”.

3. Consultato Beppe dalla Cina, Laura fa sapere che i rapporti gli sembrano compromessi: forse bisogna attrezzarsi per costruire un’opposizione scontando la nostra assenza dal Consiglio comunale. Giovanni comunica che sono in corso pressioni a base di sms e di abbracci lacrimevoli per ricomporre la frattura di mercoledì e per fare insieme lista e giunta. Abbiamo deciso di esplorare questa strada che non rende definitiva la rottura, non la esclude per il futuro, ma tiene aperto un canale per il dialogo. Massimiliano suggerisce di chiedere una Giunta ridotta a quattro: bisogna dare in questi tempi di crisi un forte segnale di riduzione dei costi della politica e di discontinuità con le troppe persone legate alla poltrona. Si concorda di vincolare l’eventuale lista unitaria alla comunicazione pubblica preventiva dei nomi dei quattro assessori: sia per evitare trucchetti e cambi delle carte in tavola, sia perché è giusto di fronte agli elettori che vedono in ciò un elemento di coesione.


4. Ciò che ci manca non ce lo può dare la presenza nell’Amministrazione comunale, ma questa presenza ci può aiutare se ci dedichiamo alla solidarietà concreta e al mutuo soccorso con gli operai, i deboli e i disabili, all’inchiesta sulle condizioni degli operai nella fabbrica e nel posto di lavoro perduto, alla cooperazione internazionale e al commercio equosolidale, alla crescita dell’istruzione e alla formazione di competenze sull’urbanistica democratica e sull’ecologia, al giornalismo come inchiesta sulla vita quotidiana, all’emergenza educativa nella scuola e nella famiglia. Tutto ciò non progettando l’egemonia di un partito, ma come risultato dell’azione di una rete associativa di gente che agisce in prima persona e dove la pluralità di appartenenze non è un ostacolo o una competizione sotterranea, ma una condizione serenamente accettata. Se posso sintetizzare con uno slogan: col tempo, dal basso e con gli altri.


5. Adesso ho finito e mi rendo conto che questo verbale può apparire squinternato. Facciamo di difficoltà sgabello, come diceva Benedetto Croce. Addirittura meglio se lo integrerete con vostri interventi correttivi ed emendativi. Abbiamo concordato di rivederci all’angolo di via Roma 11 venerdì 6 marzo alle ore 21.