sabato 14 marzo 2009

Verbale della riunione di sabato 14 marzo

Erano presenti Jacopo Baffa, Domenico Bastino, Mario Dellacqua, Laura Ferrari, Massimiliano Franco, Giovanni Garabello, Fernanda Mazzoni, Cesare Micanti, Nunzio Sorrentino.

La discussione si è aperta sulle novità: colloquio Giovanna Baffa-Stefano Rizzo, colloquio Stefano Rizzo-Mario Dellacqua, telefonata Simeone-Dellacqua (11 marzo), telefonata Drago-Dellacqua (12 marzo) per combinare un incontro ravvicinato non so di quale tipo Codispoti-Dellacqua- Drago-Garabello-Simeone ed esplorare le possibilità di un accordo. C’è chi auspica una ricomposizione, chi ne teme i rischi, chi ritiene di doverne constatare l’impossibilità. Si è anche discusso della composizione di questa delegazione “trattante”, suggerendo qualche integrazione, ma alla fine si è deciso di accettare la discussione sul terreno proposto. D’altra parte, Dellacqua e Garabello non intendono prendersi alcuna responsabilità di derogare dalle richieste illustrate nel comunicato a suo tempo diramato: Giunta di quattro con nomi predefiniti per evitare deleghe finte, dare segnali di riduzione dei costi della politica, promuovere un rinnovamento della compagine, nella quale qualcuno dovrà fare un passo indietro.

In ogni caso, al massimo si ascolta e poi si riferisce di eventuali controproposte, ma non si conclude nulla. Giovanni Garabello non è affatto convinto della necessità di presentarsi al colloquio, tanto più che dopo il burrascoso esito della seduta del gruppo consiliare del 9 marzo, nessuno tranne Stefano Rizzo, ha sentito il bisogno di contattare il vicesindaco per ricostituire un rapporto piuttosto compromesso.

Domenico Bastino raccomanda fermezza e vede ingigantito il rischio di cadere invischiati in una rete di patteggiamenti e ricatti. Siamo alla fine di un ciclo; o se ne riapre un altro su basi nuove oppure chi entrerà in tale ragnatela si prepara ad una vita difficile.

Come molto acutamente ci fa notare la stessa Laura, la recente telefonata del cittadino Drago a Laura Ferrari, per proporre il suo inserimento in lista dimostra che le nostre richieste al momento vengono scavalcate e non prese in seria considerazione: si pensa di poter procedere non a discussioni collettive, ma a reclutamenti individuali. Risentiamoci presto con aggiornamenti in tempo reale, giacchè ad oggi tutte le tre strade davanti a noi sono ancora aperte: ricomposizione unitaria, nuova lista, ritiro collettivo.

Chiedo scusa di eventuali ingiustizie per il carattere sommario e sbrigativo della sintesi.


venerdì 13 marzo 2009

RESPINTA LA SCELTA DEMOCRATICA DELLE PRIMARIE

il comunicato esposto il 13 marzo 2009


Di fronte all’emergere nell’ambito del centrosinistra di due candidature, quella del Sindaco uscente Maria Luisa Simeone e quella del ViceSindaco Giovanni Garabello, avevamo proposto la scelta democratica delle primarie.

Respingendola, il Pd e il gruppo consiliare di maggioranza hanno dimostrato di non tenere conto dell’apporto fornito sin dalla sua nascita nel 1990 a “Solidarietà e progresso” dall’ispirazione cristiano-sociale e dall’esperienza rifondarola: un apporto sempre unitario e responsabile anche quando si manifestava con la critica.

Si è temuto che la voce degli elettori – giudicati poco maturi per capire – potesse esprimersi liberamente e si è risvegliata la preoccupazione di proteggere la propria carriera politica, l’assessorato da conquistare o da conservare.

Si è così preferito decidere tutto senza alcuna consultazione pubblica. Si è evitato di promuovere qualsiasi forma di partecipazione democratica alla luce del sole. Ora si pretende che gli altri obbediscano accettando il fatto compiuto e si fa leva sul solito ricatto: “un’altra lista farebbe vincere gli altri”. Il Pd e il gruppo consiliare di maggioranza sanno che difficilmente assumeremmo la responsabilità di una rottura così grave perché ci conoscono e contano su questa nostra sperimentata preferenza unitaria. Ma quando la corda si spezza è tirata da due parti.

Avevamo pensato alle primarie come ad una competizione democratica, ad una giornata di festa e di fiducia nella partecipazione, nel protagonismo popolare e nella lealtà reciproca. Era chiaro che chi fosse risultato in minoranza si impegnava a sostenere il candidato che avesse ottenuto maggiori consensi. Si è invece stabilito di liberare i cittadini dal diritto-dovere di pensare e di concorrere alla scelta con il loro contributo consapevole.

Dopo questo strappo che dice no alla richiesta firmata in pochi giorni da 131 cittadini, sarà meno credibile convocarli poi a fare il tifo durante la campagna elettorale. Tuttavia, non reagiremo ad uno strappo aprendo una ferita ancora più grave. Non ci sentiamo obbligati a ripetere la liturgia delle scissioni distruttive che tanti danni ha fatto alla sinistra italiana. Alla lacerazione che abbiamo subito, rispondiamo invece con il disarmo unilaterale della riflessione collettiva e con la ricerca del dialogo.

Se persiste il rifiuto di percorrere la via democratica delle primarie, non vogliamo brandire l’arma povera della ritorsione. Non vogliamo essere costretti a cadere nella trappola della minaccia e del ricatto suicida della lista concorrente.

Vogliamo operare per tenere vivi i principi di solidarietà e di uguaglianza che ci hanno animato in questi anni. Vogliamo che essi siano rappresentati come meritano nella prossima Amministrazione comunale.

Perciò richiediamo adeguati impegni di discontinuità: una Giunta comunale di soli quattro assessori che affianchino il Sindaco e i cui nomi siano indicati chiaramente alla cittadinanza prima del voto, sia per abolire deleghe finte e prive di poteri effettivi, sia per dare alla cittadinanza segnali concreti di una volontà di ridurre i costi della politica, sia per promuovere con facce nuove il rinnovamento di cui la compagine ha bisogno.

Per favorire la preparazione del programma e una formazione democratica delle decisioni, ci stupisce che il gruppo consiliare di maggioranza abbia scartato le primarie senza ancora sentire il dovere di promuovere una consultazione pubblica: ci auguriamo che ciò avvenga presto.

Se anche queste richieste dovessero essere respinte, decideremo comunque di partecipare alla vita democratica. Lo faremo con l’impegno politico e civile. Con o senza un posto in Giunta. Con o senza una nuova lista. Con la collaborazione o con la critica. Offriremo e chiederemo partecipazione. Solleciteremo nelle donne e negli uomini di None di ogni mestiere, di ogni fede religiosa, di ogni partito, il “disturbo” maturo del pensiero, la fatica dell’azione collettiva, la gioia di incontrarsi e il cruccio dell’efficacia.

Giuseppe Astore, Giovanna Baffa, Domenico Bastino, Massimo Bonifazio, Mario Dellacqua, Laura Ferrari, Aurora Flesia, Massimiliano Franco, Diego Goitre, Anna Massa, Cesare Micanti.


martedì 10 marzo 2009

Il dialogo si stà spezzando

cari amici, come potete vedere le cose vanno male e il filo del dialogo si va spezzando. Giovanni è stato semiaggredito fisicamente e aggredito verbalmente. chiamato poveraccio dal cittadino ferrua, il cittadino cammuso ha invece detto con solennità che sono i voti di preferenza a contare per la definizione dei membri della giunta e l'espressione popolare va rispettata. l'incarico di assessore è così diventato non l'inizio di un impegno che richiede professionalità, competenza e esperienza politica, ma il premio da ricevere alla fine di una gara. temo di dover concordare con Domenico: in quell'ambiente non si può lavorare. Hanno respinto le primarie e aggirato ogni richiesta di dibattito perché unicamente preoccupati, in omaggio formale al dovere dell'unità, delle loro prospettive di carriera. Così il clima si è inquinato fino a suggerire l'opportunistico silenzio a chi trova conveniente aspettare di vedere chi prevale per schierarsi dalla parte giusta, cioè del più forte e in grado di assegnare posti. In assenza di beppe astore e di Teresa, Giovanni è stato circondato dal silenzio anche di chi ha partecipato alle nostre riunioni senza mai attenersi alle decisioni collegialmente assunte. non lasciamoci prendere dallo scoramento. ha ragione beppe quando dice che la palla passa al sindaco: è lei che a questo punto deve decidere e scegliere. la rinuncia alle primarie l'ha già praticamente incassata, se vuole cedere a chi minaccia un'altra lista solo per ottenere un posto, sprofonda nel ridicolo. con Giovanni avremmo concordato di far uscire il comunicato nell'ultima più rigida edizione, sempre che dal giro elettronico non arrivino indicazioni contrarie. badate però che il tempo stringe e dobbiamo mostrare determinazione e tempestività. detto in altri termini, funziona il silenzio assenso in questi casi di relativa urgenza. inviterei me stesso e tutti a tenere i nervi saldi e a non prendere decisioni singole. Mario


domenica 8 marzo 2009

riflessioni via mail 4

Più lo leggo più mi sembra leggibile in due modi differenti.

Dal nostro punto di vista di gente responsabile che, alle mancate richieste, gli stessi rispondono con coscienza e responsabilità cercando la via del dialogo.
Dal punto di vista di chi punta al cadreghino e a passà ‘a nottata (aggiungo che non credo che tutti coloro che hanno detto no alle primarie siano tra questi) può essere visto come una vittoria facile: è bastato dire no due volte e si trovano servito in bacheca un bel comunicato in stile veltroniano che annuncia loro che hanno a che fare con un opposizione morbida e che la grande paura delle due liste concorrenti ormai è passata.

Non so se la via che propone Domenico -" ci siano frasi troppo esplicite sul fatto che noi non rompiamo, , lo terrei proprio perché non sappiamo se si profilerà un accordo." - sia corretta o meno ma ho l'impressione che qualcuno la possa giudicare una resa.
Credo che solo la nostra continuità e coerenza a lungo termine ci possa dare ragione, ma per non pregiudicare le trattative di questi giorni credo che bisogni soppesare esattamente le parole e i tempi per non farci sembrare troppo deboli ma neanche troppo intransigenti. Mi affido a voi per sciogliere il mio dubbio.
Ciao a tutti
Diego


riflessioni via mail 3

ormai carissimi tutti,
invio in allegato la terza edizione. soppesate per favore la correzione che ho introdotto a proposito dei segnali necessari di discontinuità e di rinnovamento (leggi giunta di soli quattro per riduzione dei costi e facce nuove). mi dispiace di non conoscere il cognome di Aurora, ma lo metterei perché qui non siamo mogli o mariti di, ma persone individualmente titolari della responsabilità del proprio pensiero. chiedo ad Anna massa se posso aggiungere la sua firma, visto che ha contribuito in modo decisivo al decollo delle correzioni. Fernanda e Gianluigi si facciano vivi per favore per lo stesso motivo.
Ora sto molto meglio e ho molta fiducia nel futuro, anche perché Giovanna poche ore fa mi ha suggerito un'idea che mi toglie sonno e mi dà felicità. presto saprete. Beppe, non è quella di cui ti ho parlato. è ancora un'altra. naturalmente il gioco delle correzioni è ancora aperto. Giovanni suggerisce di non far uscire niente fino a lunedì. obbediamo.
ciao a tutti e buona domenica
vostro affettuosamente Mario

sabato 7 marzo 2009

riflessioni via mail 2

Anna Massa ha visto cose che noi non avevamo visto. il testo va corretto nel senso indicato. tra l'altro io rilevo ora che il comunicato non contiene alcun riferimento alla raccolta delle firme: che sciocchezza. le firme infatti vanno valorizzate come adesioni consapevoli proprio perchè raccolte tra ragionati e rispettabili altri punti di vista. quanto alla formula conclusiva: essa è volutamente aperta a tutte le possibilità e sbocchi che potranno maturare nelle prosime settimane: lotteremo come amministratori se ne ravviseremo le condizioni altrimenti come cittadini. adesso provo a riscrivere e poi invio a tutti il nuovo testo. ciao mario