domenica 8 novembre 2009
Lettera del sindaco alla Regione e alla Provincia
Spett.le REGIONE PIEMONTE DIREZIONE REGIONALE Ambiente Via Prìncipe Amedeo, 17 -10123-Torino
OGGETTO: pianificazione in materia energetica-ambientale.
Essendo in corso l'istruttoria relativa alla realizzazione di una centrale di cogenerazione alimentata a biomassa legnosa ai sensi del D.Lgs. 387/2003 da localizzarsi nel Comune di None, si richiede agli enti in indirizzo se sono operativi o se stanno per divenirlo o risultino in corso di redazione, degli strumenti di pianificazione energetica ed ambientale di scala vasta che possano orientare la localizzazione sul territorio provinciale e regionale delle centrali a biomassa.
Ciò al fine di disporre di tutti gli elementi di valutazione necessari ad assumere le scelte politiche più appropriate in merito all'istanza di localizzazione della centrale. Distinti saluti
IL SINDACO Maria Luigia SIMEONE
Verbale riunione Direttivo PD del 27/10/09
Circolo del Partito Democratico di None
Verbale riunione Direttivo del 27/10/09
Sala conferenze del Comune di None
Presenti: Drago Ignazio, Codispoti Gregorio, Contu Nino, Simeone Maria Luisa, Ferrua Luca, Guagliardo Sergio, Aurelio Franco, Mazzei Mario, Astore Giuseppe, Ferrari Laura,
La riunione si apre alle ore 21,15
Il Segretario Drago introduce la serata con il tema all’ordine del giorno che verte sul progetto della centrale a biomasse presentato a None dal gruppo imprenditoriale Benarco.
In premessa, Drago evidenzia che, completato tutto il lungo iter congressuale culminato con le primarie di domenica 25/10/09 e l’elezione del nuovo segretario nazionale, quanto prima (entro novembre) sarà indetta un’assemblea degli iscritti locali per eleggere il nuovo Direttivo e la nuova Segreteria del Circolo. Comunica che è intenzione del Circolo promuovere un dialogo costante con l’Amministrazione attraverso incontri periodici (a cadenza mensile) per essere informati sullo stato delle diverse iniziative. Nel contempo, evidenzia che su questioni di una certa rilevanza, come quella che sarà testè discussa, è opportuno che il partito formuli una propria posizione sul tema e ne dia comunicazione e pubblicità.
Astore ritiene che tutti gli incontri del circolo, e a tutti i livelli di rappresentanza (Segreteria, Direttivo, Assemblea) siano verbalizzati e resi pubblici. Sottolinea che la posizione che sarà elaborata dal partito sulle varie questioni, al di là del rapporto di collaborazione e vicinanza con l’Amministrazione, dovrà essere autonoma e indipendente.
Si entra nel merito della discussione sul tema della centrale a biomasse, di cui si riportano in sintesi le posizioni espresse dai partecipanti alla riunione.
Codispoti:
Evidenzia che le sole informazioni pubbliche oggi disponibili sul tema, al di là della ricerca condotta a livello personale (internet, testi, etc…) sono quelle ricavate nell’incontro del 1/10/09 organizzato dall’associazione ecologista di Giarrusso. Sulla base delle informazioni così reperite, la sua posizione personale è di contrarietà al progetto. Infatti non ravvede, nel rapporto costi/benefici, alcun elemento favorevole all’installazione di un impianto a biomasse nel nostro paese. Ritiene che la presenza e le giustificazione apportate dal rappresentate della Provincia nell’incontro del 1/10/09 sia stata molto carente. Visto tutto il tempo fino ad oggi trascorso, il partito deve al più presto elaborare una posizione chiara sul tema, anche nei confronti dell’amministrazione.
Simeone:
Ritiene che molte delle informazioni passate nella riunione del 1/10/09 non siano state presentate in modo corretto.
L’incentivazione riguardo alle centrali biomasse proviene dalle leggi volute dall’allora ministro Pecoraro Scanio e oggi tutti gli enti devono adoperarsi per la loro installazione nel territorio.
La Regione Piemonte e la Provincia di Torino spingono in modo inequivocabile su questi progetti, rispetto ai quali i comuni possono ben poco. Al massimo possono cercare di spuntare le migliori condizioni in convenzione per mitigare l’impatto dell’opera e trarne qualche vantaggio economico (riduzione bollette energia, opere di compensazione, etc..).
Chi ha ritenuto di mettersi di traverso, come la Provincia di Asti, ha dovuto poi subire ricorsi al TAR nei quali è uscita sconfitta. Oggi, qualunque cittadino privato può presentare istanza in Provincia per l’installazione di un impianto a biomasse di piccole dimensioni, anche su suolo agricolo, e l’iter per l’approvazione e l’autorizzazione di un tale impianto è praticamente senza ostacoli (non è prevista, per esempio nessuna procedura di VIA): entro 180 giorni dalla presentazione del progetto, la Provincia è obbligata a dare il suo parere. Attualmente i termini dei 180 giorni, partiti dopo la CdS del 11/06/09, sono rimasti sospesi perché la Provincia aveva richiesto della documentazione integrativa ai proponenti, che risulta essere stata consegnata lo scorso 11/10/09: pertanto, ora i tempi sono ripartiti.
In ogni caso la centrale prevista a None è legittima su tutti i punti di vista e conforme a tutti i requisiti di sicurezza. Per quanto concerne la mancata pianificazione che porta ad un proliferare indistinto di queste iniziative, questa è il frutto di un vuoto legislativo contro il quale il comune è impotente, così come gli altri entri quali la Provincia.
La costruzione della centrale dovrà essere contestuale alla realizzazione della rete del teleriscaldamento, a carico dei proponenti: le due cose non possono essere distinte. In merito ha avuto precise rassicurazioni sia dalla Provincia che dall’assessore regionale Conti.
La sua opinione, a prescindere da ciò, è comunque favorevole al progetto, o per lo meno di non contrarietà. Ritiene che il ricorso a tecnologie come le biomasse sia l’unico modo concreto per evitare il ritorno al nucleare, del quale è molto più preoccupata.
Astore:
E’ contrario al progetto: a motivazione delle sue opinioni, ha preparato un documento che mette in discussione con gli altri partecipanti (vedi in seguito).
Contesta il fatto che il comune sia impotente rispetto a tale iniziativa. Il Sindaco e il Consiglio Comunale sono organi sovrani sul territorio comunale e possono, se vogliono, non concedere l’autorizzazione urbanistica e edilizia per la realizzazione dell’impianto. In ogni caso, sono in grado di ostacolare e ritardare l’iter approvativo, e se ritengono che l’impianto sia inutile o peggio dannoso per la comunità, non devono fermarsi o farsi intimorire da possibili rischi di battaglie legali (vedi ricorsi al TAR) da parte dei proponenti. Ritiene che iniziative come quelle della Benarco abbiano soprattutto fini speculativi che attecchiscono là dove e solo se c’è un terreno fertile pronto ad accoglierle.
Constata che, a tutt’oggi, non è assolutamente chiara la posizione dell’Amministrazione in merito, dal momento che, a parte le interviste del Sindaco sull’Eco del Chisone e sul Mondo, nessun amministratore ha palesato un opinione o una posizione. Prende atto della posizione espressa testè dal Sindaco di non contrarietà all’iniziativa.
Simeone:
Precisa che, al di là della sua opinione personale, l’Amministrazione sta discutendo al suo interno la questione e non è ancora addivenuta ad una decisione. Questa sarà presa quando tutti gli elementi di conoscenza saranno disponibili: tra questi, le condizioni che saranno espresse nello schema di convenzione con il proponente.
Ferrua:
Allo stato attuale delle cose, è personalmente contrario al progetto perché non ravvede alcun beneficio per i cittadini, né un particolare interesse pubblico nell’opera. Ritiene che l’intento dell’iniziativa sia solamente di tipo speculativo. In particolare è oltremodo scettico sulla realizzazione della rete di teleriscaldamento. Prima di avallare un progetto di questo tipo, sarebbe stato più opportuno un indagine conoscitiva per capire quale interesse e opportunità ci fosse nel paese rispetto al teleriscaldamento. Inoltre evidenzia che l’eventuale riconversione delle colture agricole (mais) per la produzione di legna o cippato non è di interesse nel mondo agricolo locale perché considerato da questi antieconomico.
Guagliardo:
Non ha pregiudiziali particolari nei confronti delle biomasse, tuttavia ravvisa un difetto di comunicazione e di informazione: a tutt’oggi nessuno conosce bene il progetto perché nessuno lo ha illustrato con chiarezza. Per questa ragione, allo stato della situazione attuale, la sua opinione è di contrarietà al progetto. In merito gradirebbe che si approfondisse al meglio il tema con degli specialisti. Evidenzia che a tutt’oggi, non è stata palesata la posizione dell’amministrazione; gradirebbe un confronto più ampio con la stessa a riguardo di tutta la politica ambientale ed energetica.
Aurelio:
Esprime perplessità sulle biomasse, in termini di redditività energetica di tali impianti. Altre forme di impanti, come il fotovoltaico, il solare, etc.. garantiscono redditività ben maggiori. In ogni caso, per quanto concerne le biomasse, la tendenza sempre più perseguita e corretta è quella di realizzare piccoli impianti, quasi a scala familiare, piuttosto che centrali come quelle di None, in modo da limitare gli impatti e favorire la possibilità di una catena corta, tra la produzione del legname e l’utilizzatore finale dell’energia.
Drago:
Esprime serie preoccupazioni e dubbi riguardo l’impianto a biomasse: in particolare il problema dell’approvigionamento pone seri interrogativi sulla qualità del materiale che saà bruciato. Chi si preoccuperà e garantirà i controlli? In ogni caso, allo stato delle conoscenze attuali, non è ancora in grado di definire qual è la sua posizione definitiva. Ritiene che il circolo debba farsi carico di organizzare altri incontri di approfondimento, coinvolgendo esperti imparziali sul tema.
Simeone:
In risposta a Drago evidenzia che, nel caso l’iniziativa vada avanti, l’Amministrazione si farà garante nei confronti della cittadinanza dei controlli sui materiali di combustione, attraverso un’apposita commissione maggioranza-opposizione a questo dedicata. Anche l’Amministrazione ha in animo di organizzare almeno un’altra riunione pubblica, coinvolgendo nuovamente l’ing.Poggio, per approfondire ulteriormente le varie tematiche tecniche.
Contu:
E’ dell’opinione che la centrale biomasse sia del tutto inutile a None: non c’è alcuna convenienza a portare avanti un progetto di questo genere. Ritiene che sia per certi versi una “boutade”.
Ferrari:
E’ fermamente contraria al progetto: tutte le informazioni e le posizioni raccolte nell’assemblea del 1/10/09 sono tutte di segno contrario all’iniziativa. Ritiene indispensabile che il partito si esprima in modo chiaro sul tema, così come era stato concordato nella precedente riunione degli iscritti.
Astore:
Chiede che venga messo in discussione il documento da lui preparato, in modo che, allo stato della discussione condotta e delle informazioni disponibili, il partito renda pubblica la sua posizione.
Tutti i presenti concordano: il documento viene messo in discussione, emendato in alcuni passaggi e infine approvato.
La riunione si chiude alla 1,00. Il documento finale sarà inviato agli organi di stampa e affisso negli spazi pubblici.
Comunicato PD sulla Centrale a biomassa
Infatti è stato constato che:
- vi è nel nostro territorio un proliferare repentino e non pianificato di impianti a biomasse, i quali tentano di agevolarsi gli ingenti finanziamenti governativi disponibili per le “quote verdi” per finalità imprenditoriali di tipo speculativo;
- non è garantito l’approvvigionamento del legname entro il raggio prescritto dei 70 km, in quanto quasi tutte le risorse oggi disponibili sono impegnate per gli impianti in funzione o in avanzata fase di realizzazione;
- peraltro, non vi è alcuna convenienza economica alla trasformazione della cultura del mais alle biomasse per alimentare gli impianti;
- in conseguenza di ciò, l’impianto di None (dimensionato per bruciare oltre 70.000 t di legna ogni anno) potrebbe essere alimentato da legname proveniente anche dall’estero (Francia, Est e Nord Europa…), con un incremento dei costi ambientali indotti dal vai e vieni dei camion sul territorio per il trasporto giornaliero della legna;
- allo stato delle attuali tecnonologie, non è possibile assicurare sufficienti garanzie in merito all’efficacia dei controlli e dei monitoraggi sulla provenienza e qualità dei materiali da bruciare;
- non sono evidenti i possibili benefici assicurati ad altri impianti di energia (quali per esempio la fornitura di teleriscaldamento alle abitazioni e alle aziende locali) per la non convenienza economica legata all’alto costo delle infrastrutture di rete e degli allacciamenti;
- Il rendimento energetico di dette centrali è molto basso in termini di elettricità (intorno al 20%): per alzare detto rendimento occorrerebbero ben altri dimensionamenti di struttura e il ricorso ad altre più moderne tipologie di impianto, attualmente non previste dai proponenti;
- di conseguenza, autorizzando un impianto come quello in questione si legittima lo spreco di una quantità enorme di combustibile.
Alla luce di tutto ciò, il circolo locale del Partito Democratico esprime forti perplessità sul progetto presentato dal gruppo imprenditoriale privato Benarco ed invita l’Amministrazione Comunale ad attivarsi per fornire gli adeguati chiarimenti alla cittadinanza, anche al fine di fugare qualunque rischio ambientale di peggioramento sulla qualità dell’aria indotto dalla possibile realizzazione dell’impianto.
Centra le a Biomassa. Richiesta documentazione
" è risultato che è stato depositato agli atti dell'Ufficio Tecnico Edilizia Privata un progetto riguardante la realizzazione di centrale di cogenerazione alimentata a biomassa legnosa, ma l'istruttoria del medesimo non ha, a tutt'oggi, determinato il rilascio di alcun atto amministrativo. "
http://www.scribd.com/doc/22275824/COMUNE-Di-NONE-Risposta-Alla-Richiesta
Abbiamo quindi chiesto un parere al difensore civico che ci ha risposto:
http://www.scribd.com/doc/22276065/Risposta-Del-Difensore-Civico
Alla fine confidando di poter accedere alla documentazione riproponiamo una seconda richiesta al comune:
None 11 Novembre 2009
Oggetto: Centrale di cogenerazione alimentata a biomassa legnosa
Il sottoscritto Giovanni Garabello, residente in None, chiede a nome del gruppo “NONUNOMANOI” con sede in None, Via Roma 11, di poter visionare il progetto in oggetto e se ritenuto necessario di avere una copia cartacea dello stesso.
In ottemperanza a quanto affermato dal Difensore Civico (di cui si allega copia) in merito alla vostra comunicazione del 28 Novembre 2009 Prot. N.13685 e alla luce dei comunicati apparsi su organi di stampa e di partito locali, si dimostra la titolarità di un interesse diretto, concreto ed attuale, nella necessità di salvaguardare la salute e gli interessi dei cittadini nonesi.
Con l’occasione si porgono distinti saluti.
Giovanni Garabello
Speriamo bene...
mercoledì 4 novembre 2009
BERLINGUER, CARISMA CONTROVERSO
Martedì 3 novembre, all’angolo non ottuso di via Roma 11, serata dedicata a Berlinguer con Désirée Baffa, Gennaro Baffa, Giovanna Baffa, Jacopo Baffa, Bianco di Andrea, Donato Blonda, Mario Dellacqua, Federica Fidale, Mario Mazzei, Fernanda Mazzoni, Tullio Paganin, Fabrizio Piscitello, Andrea Testa, Tommaso Teti, Torta di mele di Giovanna, Mario Vruna. E’ stata una serata piacevole, leggera, istruttiva.
Una figura, quella di Berlinguer, amata dai suoi compagni e stimata dagli avversari. Un leader carismatico la cui eredità appare controversa. Grande fu il suo contributo per affermare il valore universale e non strumentale della democrazia. Coraggiosa, ma incompiuta la sua autonomia dai sovietici. Molto discussa la teoria della “diversità comunista”. Dopo il filmato abbiamo letto la critica di Giorgio Napolitano all’intervista che Berlinguer rilasciò a “Repubblica” il 28 luglio 1981 per condannare il dilagare della corruzione politica e per contrastare i pericoli di svuotamento della democrazia. Nel suo “Dal Pci al socialismo europeo”, Napolitano racconta lo sconcerto suo e di Gerardo Chiaromonte. Se gli altri partiti sono ridotti a “macchina del potere e delle clientele”, come e dove trovare e alleanze per rivendicare un ruolo di guida e di alternativa per il governo, per cambiare il mondo e il modello di sviluppo? Un discorso che non funzionava perché tagliava i ponti con i socialisti. Napolitano aveva ragione. “Sì, però Berlinguer non aveva tutti i torti - dice Tullio - nel suo giudizio negativo sui socialisti di Craxi e sul loro partito occupato da affaristi”. OK, ma secondo me Berlinguer aveva torto quando sosteneva la “diversità etica dei comunisti” perché da lì alcuni hanno derivato la convinzione che i comunisti avessero il monopolio dell’onestà. Quando si è scoperto poi che la degenerazione clientelare e la politica come opportunità di carriera avevano fatto vittime anche a sinistra, siamo rimasti orfani e adesso molti sono lì che aspettano un leader in arrivo, anche da Lourdes.
Mario Vruna è rimasto colpito dalla ricostruzione dell’incontro-scontro fra Craxi e Berlinguer alle Frattocchie fatta da Alfredo Reichlin nel filmato di Minoli. Reichlin capì che Craxi non era solo uno spregiudicato sfruttatore delle sue rendite di posizione sullo scacchiere politico nella contesa tra Dc e Pci. Egli possedeva una visione politica estranea al pensiero di Berlinguer. Craxi aveva intuito le grandi trasformazioni che avrebbero portato il capitalismo a demolire le sicurezze del posto di lavoro e ad affermare il protagonismo di nuovi ceti produttivi e professionali non organizzabili dai modelli e dai linguaggi delle tradizioni socialiste e comuniste dell’Otto-Novecento. La diversità tra i due, dice Reichlin, è la seguente: Craxi proponeva una strategia di adattamento e di negoziati, mentre Berlinguer, in questo uomo del passato, proponeva di resistere. A furia di adattarsi, gli eredi di Craxi si sono trovati alla corte di Berlusconi, mentre la resistenza ha perso troppi pezzi e subito molte sconfitte. Ci spiegano che l’economia va meglio, che la crisi è alle nostre spalle, che la disoccupazione aumenterà e noi guardiamo in Tv qualcuno salire sui tetti invece di invadere le piazze.
“Adesso è tutto a rotoli” dice Tullio. Va bene, dico io. Oggi non ci sono più nei sindacati e nella sinistra scuole formative di militanti che sperimentano nell’impegno sociale e politico la loro tenuta, la loro capacità organizzativa, la loro passione, la loro competenza e creatività o onestà. Oggi ti puoi trovare consigliere comunale senza aver mai messo piede in una manifestazione, senza aver mai letto o studiato storia, romanzi, economia o poesia, senza aver mai pensato, scritto o distribuito un volantino. Non dobbiamo con ciò lasciarci consumare dalla nostalgia accompagnandola con i toni astiosi delle vanteria e del litigio. Ci sono molti modi di maturare, imparare, sapere, partecipare.
Certo, a noi tocca la ricerca di una nuova prospettiva. Non per forza e per vocazione o tradizione, neppure con la pretesa ansiosa e frustrante di cambiare il mondo con un pugno sul tavolo, ma liberamente possiamo dare il nostro contributo alla dignità della nostra generazione Non vale più la pena di svenarsi e dilapidare risorse umane e materiali nella rincorsa alle tessere, ai voti, alla visibilità di tizio contro caio. Vale invece la pena (o la gioia) di impegnarsi nel mutuo soccorso, o nell’istruzione, o nel movimento sindacale, o nell’amministrazione comunale, o nel volontariato. La politica dell’alternativa per l’uguaglianza, per l’umanità, per la salvezza della natura, è nel fare società.
Lo zio mario
martedì 3 novembre 2009
ROMPERE GLI INDUGI E ANCHE ALTRO
Mercoledì 28 ottobre alle ore 21 Giuseppe Astore, Giovanna Baffa, Domenico Bastino, Roberto Cerchio, Mario Dellacqua, Giovanni Garabello, Neanche Un Bicchiere, Mario Ruggieri, Mario Vruna si sono incontrati all’angolo di via Roma 11 per discutere gli ultimi sviluppi della vicenda legata alla centrale a biomasse.
Appunto: gli ultimi sviluppi non ci sono e tutti i convenuti hanno convenuto sulla necessità di convenire ad una fase più conveniente per la maturazione di una svolta.
Giovanni Garabello ha informato che presto il difensore civico da lui espressamente interpellato fornirà il parere richiesto, benché esso non possa avere alcun carattere vincolante. Sarà per noi comunque una base utile per decidere iniziative adeguate. Giuseppe Astore informa di una riunione del Direttivo Pd che si è conclusa con l’approvazione di un comunicato che esprime forti perplessità.
Mario Dellacqua fa notare che l’amministrazione non ha ancora speso una parola chiara sull’argomento e che pertanto occorrerà esercitare tuta la pressione democratica necessaria ad ottenere la fine di troppe ambiguità, di troppi rinvii e di troppi andirivieni di parole confezionate per accontentare di volta in volta l’interlocutore di turno. Ricorda anche che la richiesta di audizione alla Provincia non ha avuto alcuna risposta e chi non risponde non si mette dalla parte della ragione.
Giovanni Garabello fa notare che a tutt’oggi neppure la minoranza ha presentato l’interrogazione che sembrava intenzionata a preparare.
Domenico Bastino teme che l’impianto venga realizzato rinunciando a svolgere un ruolo attivo di tutela del territorio e scaricando la responsabilità di ogni decisione su altri enti come la Provincia.
Il pericolo, secondo Giuseppe Astore, è che la centrale venga presentata e subita come un male inevitabile, rispetto al quale l’unica possibilità per l’amministrazione è quella di contrattare qualche vantaggio per la collettività locale. Ma bisogna rispondere con fermezza che il Sindaco e il Consiglio comunale sono sovrani sul territorio e possono far pesare tutti i loro poteri, a cominciare da quelli a disposizione in materia urbanistica, specie se sarà necessaria una variante al piano regolatore.
Secondo Mario Ruggieri bisogna promuovere la formazione di un comitato contro la centrale, aperto a tutti veramente senza distinzioni politiche. Ma bisogna che le motivazioni siano ben spiegate con un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti.
Domenico Bastino propone un appuntamento pubblico cui invitare esperti e tecnici. Mario Dellacqua pensa ad un comitato che raccolga firme e adesioni in calce ad un documento. Non bisogna escludere presenze di piazza e petizioni pubbliche. Bisogna rompere gli indugi.