sabato 11 settembre 2010

Verbale di mercoledì 8 settembre

Mercoledì 8 settembre si sono incontrati all'angolo di via Roma Giuseppe Astore, Domenico Bastino, Nadia Biscola, Roberto Cerchio, Mario Dellacqua, Giovanni Garabello, Mario Ruggieri, Nunzio Sorrentino e Verdicchio di Roberto. 
La serata si è aperta con un primo confronto sulle contestazioni a Bonanni. Secondo Astore,le contestazioni che impediscono la parola avvelenano il clima politico e vanno condannate. Secondo me, i metodi incivili vanno condannati, ma la politica della segreteria confederale della Cisl merita di essere contestata, specie per gli accordi di Pomigliano d'Arco. Astore dice che le condizioni dell'economia sono veramente gravi, che occorre flessibilità nelle relazioni industriali, che anche i serbi sono lavoratori e il loro paese è uscito da una guerra che ha stregato la loro economia. Mario Ruggieri dice che nella vicenda è venuto a mancare il ruolo di mediazione del governo che ha assunto invece in toto il punto di vista degli industriali arrivando a proporre a Marcegaglia e a Montezemolo l'incarico di ministro per lo Sviluppo economico. Ho aggiunto che se Pomigliano d'arco diventa un modello da estendere, si può anche convenire che non c'è alternativa, ma bisogna riconoscere che imboccare questa strada equivale a negare ogni ruolo indipendente contrattuale del movimento sindacale.
E veniamo alla centrale. Reduce dalla sua partecipazione alla seduta del Consiglio provinciale, Nadia Biscola ha informato che l'assessore Ronco, rispondendo ad un'interrogazione leghista, non ha lasciato trasparire alcun orientamento chiaro a favore o contro, ma ha detto che in fondo all'inizio il Comune non era poi così contrario. L'assessore ha aggiunto che la Conferenza unificata a livello regionale è annullato da recenti disposizioni: la questione pertanto potrebbe essere avocata dal Consiglio dei Ministri (addirittura!). Si è aperta una discussione volta a ottenere dal Comune un incontro che illustri l'andamento della vicenda e la comparsa di eventuali novità, considerato che ci sono stati incontri tra il Sindaco e la Benarco su cui non siamo stati messi al corrente. Il rischio è che ricompaiano delle ambiguità all'ombra delle quali predisporre mediazioni e accordi che scavalchino  il parere espresso dalla cittadinanza e mettano fuori gioco il ruolo del Comitato. Ci riserviamo di attivare gli opportuni contatti al fine di ottenere informazioni, chiarezza e fedeltà alle posizioni assunte e al fine di contrastare trattative riservate al riparo dalla cittadinanza.
Durante la serata, si è discusso del pericolo che corre il contributo annuale per il villaggio eritero di padre Angelico a Mehlab, a causa di una progettazione che gli uffici comunali riterrebbero insoddisfacente. Ma la progettazione consiste nelle adozioni a distanza, perchè altre opere risultano di difficile realizzazione, visti i pesanti e limitativi controlli del governo eritreo sulla circolazione delle merci. Se si trovano i soldi per acquistare le attrezzature di un'associazione come per emergere, non dovrebbero mancare per Mehlab. Ne parleremo mercoledì prossimo 15 settembre.
Abbiamo anche discusso dell'andamento della raccolta differenziata. Il trend registra una sostanziale situazione di stallo, nonostante il miglioramento estivo: dopo l'avanzata dei primi anni, siamo al di sotto della media raggiunta dal bacino nel suo insieme, cioè siamo indietro rispetto agli altri comuni. Bisognerà pensarci, anche alla luce dell'intervento di Mario Ruggieri sul Mondo di None. Giovanni Garabello sta preparando una scheda in proposito più approfondita
Abbiamo anche deciso di confermare l'impegno per gli incontri sull'altra economia: un'occasione di formazione politica e di impegno politico finalmente svincolato dagli slogan e dalle battute, ma ancorato a proposte ragionate.

domenica 5 settembre 2010

IL LEGHISTA MATTEO SALVINI - ADDETTO ALLE PULIZIE

Discutendo di scuola e di precari che perdono il posto a Linea notte del 3 settembre (Rai 3), Matteo Salvini ha detto:
  1. Lui rispetta chiunque si batta per difendere il suo posto di lavoro.
  2. La scuola è stata fino al recente passato un assumificio.
  3. La colpa è dei lavoratori meridionali che vengono a intasare le graduatorie al nord per soffiare il posto a insegnanti e bidelli piemontesi, lombardi o veneti.
Il manuale del giovane aspirante nazista prevede di
1) Blandire la vittima e lisciarle il pelo.
2) Colpevolizzarla subito dopo perchè appartenente a una categoria di privilegiati e di parassiti.
3) Indicare in un diverso (il sud, lo straniero) il responsabile di tutto quello che non va nel lavoro, nei prezzi, nelle tasse, negli ospedali e nella scuola. Quando la coperta si fa stretta, la destra al potere assicura che ciascuno potrà stare sicuro e che resteranno al freddo sempre i piedi di qualcun altro. In questi tempi di crisi economica, come dice Marchionne, deve cessare la lotta tra padroni e operai (nel senso che gli operai non devono lottare), ma deve iniziare la lotta feroce dei terzultimi contro gli ultimi.
Al punto 4) il manuale del giovane aspirante nazista prevede di proporre pullman riservati ai lombardi o di paragonare i rom ad una presenza da derattizzare.
Il giovane Salvini non è ancora nazista, ma in quella direzione ha già fatto molta strada. E con buona volontà.
Mario Dellacqua

giovedì 2 settembre 2010


Verbale di mercoledì  1 settembre 2010
Erano presenti all'angolo di via Roma Giuseppe Astore, Giovanna Baffa, Domenico Bastino, Mario Dellacqua, Giovanni Garabello, Mario Ruggieri, Nunzio Sorrentino, Mario Vruna.  
Che cosa prepara la lettera inviata dal funzionario della Provincia Pavone per comunicare al Comune che non ci sono le condizioni per concedere l'autorizzazione all'insediamento (della centrale a biomasse - NdR)? Tutti speriamo che sia l'avvio di un iter destinato a concludersi con un NO ufficiale della Provincia. In caso, invece, di rinvio alla Conferenza Unificata presso la Regione, occorrerà presentarsi a quella sede con un equipaggiamento di proposte in grado di praticare il terreno della mediazione che verrebbe imposto senza rinunciare alla difesa coerente del territorio. 
Circolano frattanto voci di incontri bilaterali e trilaterali fra Comune di None, Provincia e Benarco. Che cosa devono aggiungere a quello che è già stato detto in tutte le salse se ora è la Provincia a doversi assumere la responsabilità di decidere?

E poi si è discusso delle prospettive del gruppo. Secondo alcuni non è né carne né pesce perchè non ha ancora espresso i suoi intendimenti e i suoi programmi, ma si è limitato al discontinuo commento critico delle decisioni prese dall'Amministrazione comunale. Se dovesse esaurirsi la questione della centrale a biomasse (come tutti ci auguriamo per altro), si troverebbe privo di un progetto di lavoro. Secondo altri, anche se frammentaria, l'opera di pungolo è stata utile a spezzare la monotonia piatta di un paesaggio che vede la minoranza come minimo disorientata, il Pd ridotto a comitato elettorale che ha cessato le sue attività pronto a riprenderle ove se ne presentasse l'urgenza. Altri ancora fanno notare che il calo di interesse e partecipazione è dovuto a stanchezza, impegni personali o contrazione fisiologica dell'entusiasmo iniziale. Ma c'è chi obietta che questo calo di interesse e questa stanchezza non c'era a ridosso delle elezioni comunali e che non ci possiamo adattare al piccolo cabotaggio per improvvisare una lista sei mesi prima della scadenza del mandato.
 Io penso che ogni apporto va sempre apprezzato e incoraggiato, i tempi di crescita e le disponibilità di ciascuno vanno rispettati, i programmi troppi ambiziosi e il sogno dei grandi numeri vanno evitati per non incorrere in brucianti frustrazioni. Facciamo programmi alla portata delle nostre forze. Se il panorama democratico non è una palude piatta su tutta la linea è perchè (nonunomanoi, comitato ambiente o fondazione orso) noi proviamo a movimentarlo. La scuola per stranieri, i gruppi di acquisto, Mazzolari, Trentin, Berlinguer, 25 aprile, il concerto per la croce verde, il referendum per l'acqua, la festainrosso, il blog sono alcuni esempi che dimostrano che non partiamo da zero e li possiamo prendere come punto di partenza.
 D'altra parte, ricordiamo che prima, durante e dopo le elezioni, ci siamo detto e ripetuto che il nostro gruppo ha senso se promuove un'attività politico-sociale continuativa. A suo tempo, chi vorrà potrà discutere le forme della sua disponibilità a candidarsi, ma almeno avrà alle spalle un retroterra di preparazione politica, un'esperienza e un impegno personali, un bagaglio di risultati e saprà che cosa dire a chi gli chiederà: ma dove eri prima di chiedermi il voto? Se non saprà rispondere, invece, farà giustamente la fine di tutti gli altri.

La discussione ha dunque messo a fuoco alcune possibili iniziative. Alcune sono realizzabili a breve, altre vanno approfondite:
INTEGRAZIONE DEGLI STRANIERI: la scuola al secondo anno è un primo passo da irrobustire, ma lo sbocco è un'inchiesta che ce li faccia conoscere e che li faccia parlare, togliendoli dall'anonimato in cui sono sommersi. Lo sbocco politico è la richiesta del diritto di voto amministrativo per loro. Un'occasione per parlare di legalità e umanità.
INCHIESTA SUGLI IMPIANTI SPORTIVI: è imminente la scadenza della convenzione che affidava al Csi la gestione di palestra e campo sportivo. I problemi economici sono molti, ma None è attualmente sprovvista di una squadra di calcio: una specie di scandalo dopo anni in cui erano i ragazzi degli altri paesi a trovare accoglienza presso le nostre società ora praticamente disciolte. Sono stati compiuti degli errori, il Comune non poteva fare diversamente e la stanchezza di molti animatori delle società sportive ha preso la forma dell'incomprensione e del dissidio. Vogliamo provare a risalire la china e a fare appello per l'emersione di una nuova equipe di genitori interessati, responsabili, volenterosi e con la testa sulle spalle?

UN'ALTRA ECONOMIA E' POSSIBILE, GIOVANI E PARTECIPAZIONE POLITICA, EMERGENZA DEMOCRATICA: Si tratta di organizzare serate o sabati pomeriggio in cui invitare economisti ( uscirà in ottobre un testo redatto da trenta economisti vicini a “Sbilanciamoci”) e autori locali di libri su giovani e politica come il vinovese Fabio Ciravegna. Bisognerebbe organizzare un grande e unitario meting locale che spieghi perchè il governo Berlusconi va combattuto, ma non con battute e neppure slogan, ma argomenti ben documentati.

MAZZOLARI DON MILANI . La Fondazione Orso curerà la pubblicazione degli atti dei due convegni: un'occasione per rilanciare l'interesse e per offrire occasioni di formazione politica.

FATE ATTENZIONE CHE UN PO' HO SCRITTO QUEL CHE MI RICORDO, UN PO' HO SCRITTO QUEL CHE MI INTERESSAVA.
Mario Dellacqua

giovedì 29 luglio 2010

VECCHIO MUNICIPIO, BIBLIOTECA E PATTO DI STABILITA’

Anche su sollecitazione  della minoranza, si discute ogni tanto del recupero del vecchio Municipio, dell’utilità o urgenza di una moderna Biblioteca, del patto di stabilità e delle sue ricadute sulle possibilità di spesa dell’amministrazione comunale. 
 
Già Stefano Rizzo è intervenuto sulla materia ed io ho poco da aggiungere, condividendo il suo pensiero nell’essenziale. 

Mi limito ad osservare che il vecchio Municipio attende un qualsiasi recupero perché giace in condizioni di abbandono dal 1976, anno in cui avvenne il trasferimento della sede comunale nel più moderno edificio al numero 9 di piazza Cavour. Si poteva dilazionare ancora nel tempo un intervento di ristrutturazione e di riuso? Certo, ma si sarebbero dovute fronteggiare le ragionevoli critiche contro le lungaggini delle opere pubbliche. E, proprio nella consapevolezza che, nel campo delle opere pubbliche, più tardi finisci se più tardi cominci, il 2 marzo 2005 la Giunta faceva benissimo, secondo me, ad approvare il progetto preliminare dei lavori scegliendo di destinare i locali a centro civico e culturale. 
  
Non era meglio investire in altre direzioni? Certo che era possibile ed infatti mi pare di aver letto proprio su “Il Mondo di None” l’intervento di un attuale consigliere comunale che avrebbe preferito concentrare le risorse sulla scuola materna perché alle famiglie che ne avevano bisogno non si poteva dire di fare un giro intorno alla fontana della stazione o in biblioteca. 

Non insinuerei, però, come capita alla minoranza di centrodestra, che si tratta di soldi sprecati per il caffè dei letterati. E’ vero che difendo l’impopolare categoria degli intellettuali per appartenere alla quale sgomito da anni: già altre volte ho sentito dire che “il resto sono solo parole”… Anche i libri e le scuole sono solo parole, eppure nessuno si sogna di proporre di chiudere le scuole e di bruciare i libri, anzi tutte le  civiltà gareggiano per aprire biblioteche, fondare teatri, promuovere la musica, la pittura, la politica, la filosofia e la lettura. Il fiorire di queste attività è segno di una comunità vitale e democratica. Se queste attività deperiscono, è segno non già che si sono messe da parte le parole a vantaggio dei fatti concreti. Piuttosto, è segno che si è indebolita la libertà nella comunicazione, nel commercio delle idee, nel dialogo pacifico e gagliardo fra le diverse culture. 

Lasciamo poi stare il patto di stabilità, anzi non lasciamolo stare perché soffoca l’autonomia dei Comuni proprio il ministro che parla tanto di federalismo ed equivale – qui Rizzo ha ragione da vendere – ad un loro commissariamento governativo. Se vogliamo maggiore autonomia dei Comuni, dobbiamo liberarci della politica restrittiva e punitiva che a loro svantaggio sta attuando il governo Berlusconi raccontando in giro di non aver mai messo le mani nelle tasche degli italiani. 

Mario Dellacqua
 

martedì 27 luglio 2010

UNO SGUARDO A CASTAGNOLE

Dopo  ben quattro anni di gestazione, il Consiglio comunale di Castagnole, ha approvato il piano di edilizia convenzionato sistemato in via Don Coccolo. Si tratta di due edifici di quattro alloggi ciascuno che contribuiranno ad accrescere l'offerta di nuove abitazioni. Le abitazioni saranno costruite vicino ad un canale che in caso di esondazioni potrebbe inondare l'area. Sarà realizzato un manufatto a protezione delle nuove costruzioni, mentre i box auto saranno parzialmente interrati. La manutenzione del canale, a quanto mi è dato di sapere, sarà a carico della proprietà. Immagino che i castagnolesi  e gli abitanti dei Comuni viciniori siano  impazziti, viste le allettanti proposte di acquistare abitazioni soggette ad inondazioni e non abbiano esitato a munirsi anzitempo di galosce e pompe sommerse, prima di prenotare  l'ambito alloggio con vista sul canale  del mulino. Muffa e umidità garantite. Quanto ad accrescere l'offerta è indubbio che ciò avvenga. Peccato che a Castagnole  esistano aree disabitate da anni. Strabiliante veramente. A Castagnole è in crisi il centro cittadino e l'ultimo bar in piazza Vittorio chiude. La gente pare costernata e si chiede: come mai?  Ma i castagnolesi  non si sono mai accorti che nel passato qualcuno aveva costruito, giustamente, una circonvallazione, e  subito dopo qualche altro  aveva rilasciato permessi a go go per  insediare officine, attività commerciali, abitazioni, uffici imprese agricole? Così la circonvallazione che doveva stare fuori dal paese è diventata la strada principale della cittadina. Interessante. Polveri e rumore della circolazione così colpiscono meglio la popolazione che si lagna per la piazza che langue. La vicenda di Castagnole forse interessa anche None, perchè anche qui ogni tanto si fa un gran parlare della necessità di una circonvallazione. Nel nobile intento di migliorare il traffico, si finisce per ampliare il centro abitato e per favorire la cementificazione di quel po' di verde sopravvissuto ad uno sviluppo edilizio, troppe volte dissennato.

Elidio Dellacqua
Pieve di Scalenghe
 

domenica 25 luglio 2010

INDESIT: GUERRA TRA POVERI?


Il 23 luglio Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 8 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti Indesit contro un piano industriale che prevede un investimento di 120 milioni di euro in tre anni in cambio della chiusura degli stabilimenti di Brembate (Bergamo) e di Refrontolo (Treviso), le cui produzioni verrebbero trasferite a Teverola (Caserta). La chiusura degli impianti lascerebbe senza lavoro 550 addetti. Da circa un mese le maestranze di Refrontolo e di Brembate bloccano i magazzini e il gruppo Merloni minaccia di mandare tutti a casa se non verrà tolto il presidio perchè “l'azione di forza colpisce produzioni già in difficoltà”. Ma i sindacati respingono un piano di rilancio che passi attraverso la chiusura di due stabilimenti.
Mentre il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia ha convocato le parti al Ministero, compaiono i primi politici in cerca di una parte di “SalvaIndesit” da recitare. Il ministro Calderoli, in visita a Brembate per la manutenzione dei suoi voti leghisti, non ha mancato di soffiare sul fuoco della competizione con gli stabilimenti meridionali in omaggio al principio “prima i nostri”. Imbarazzo nel centrosinistra, dove Maria Paola Merloni è parlamentare del Pd.
Le istituzioni democratiche e il movimento sindacale dovrebbero praticare una strategia efficace per tutelare in ugual modo tutti i lavoratori, non adoperarsi sottobanco perchè a subire il licenziamento sia sempre qualcun altro: italiani contro polacchi a Pomigliano e a None, bergamaschi e trevigiani contro casertani.
“A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro (..) Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare internazionalmente – scrivono gli operai Fiat di Tychy in Polonia – contro chi ci ha dissanguato per anni e ora ci sputa addosso. Lavoratori, è ora di cambiare”.

Leggi “Avvenire” e “Il manifesto” dell'11 luglio 2010