domenica 10 ottobre 2010

Incontri del 5-6 ottobre 2010

Martedi 5 ottobre erano presenti all'angolo di via Roma Dèsirèe e Giovanna Baffa, Barbera di Giuseppe, Donato Blonda, Elena Castagno, Mario Dellacqua, Giuseppe Migliore, Nebbiolo di Mario, Penne di Giovanna, Fabrizio Piscitello, Mario Ruggieri, Andrea Testa e Mario Vruna.

Si avverte la necessità di rivedere le ragioni della nostra opposizione alla centrale a biomasse. Se anche tra di noi la memoria si è un po' indebolita, figuriamoci fuori del nostro giro.

Meridione: il problema si affaccia quasi ogni volta che ci incontriamo. Per alcuni la secessione va respinta con forza ma è destinata a fallire. Per altri la disputa fra federalismo solidale e secessione è un alibi per mascherare l'imporsi silenzioso di una secessione strisciante. E' sempre più insostenibile economicamente e impopolare ovunque il rigonfiamento parassitario della pubblica aministrazione che assume cento dove al nord viene bastano dieci per lo stesso servizio. Truffe sulla disoccupazione agricola e sulle pensioni di invalidità sono destinate a far montare sempre più la protesta del nord, dove il piccolo imprenditore per competere sarà portato a chiedere di evadere il fisco in cambio di manodopera extracomunitaria preferibilmente in nero. Lo Stato in bolletta sarà a sua volta portato ad abbandonare il sud al suo destino di emarginazione sociale e produttiva. Un cambio di indirizzo presuppone fuori la camorra e la costruzione di infastrutture efficienti per il decollo di agricoltura moderna, piccola industria, artigianato e turismo. Un cambio di indirizzo presuppone un ciclo di lotte sociali e civili di cui si vedono appena avvisaglie.

Mercoledì 6 c'erano Giuseppe Astore, Domenico Bastino, Nadia Biscola, Mario Dellacqua, Domenico De Muro, Carla Grimaudo, Mario Ruggieri, Nunzio Sorrentino.
Si apprende dell'incontro del Comitato con il Comune fissato alle ore 18 del 12 ottobre. La minoranza ha inoltrato la richiesta di un consiglio comunale aperto che bisognerà usare - dice Nunzio – non per creare contrapposizioni ma per acquisire nuove informazioni se ci sono e per ribadire l'unanime opposizione di consiglio e cittadinanza.
Però occorre sapere il perchè di quelle dichiarazioni alla Stampa.
Occorrerà promuovere una buona partecipazione alla seduta.
La data prevista è fra l'11 e il 16 ottobre.

lunedì 4 ottobre 2010

SINDACO SIMEONE, FACCI...CAPIRE

Lettera aperta sulla centrale a biomasse

Il 29 luglio 2009 dichiari che la centrale a biomasse “appare assolutamente ecocompatibile”.

Poi aspetti un mese per smentirti e assicurare di non aver mai detto “di essere assolutamente favorevole”. Era colpa del giornalista se la tua risposta “è risultata piuttosto riduttiva e semplicistica”.

Il 27 ottobre 2009, ad una riunione del direttivo del tuo partito, esprimi un'opinione “comunque favorevole al progetto o per lo meno di non contrarietà”.

Il 22 febbraio 2010 voti un ordine del giorno in cui il Consiglio comunale all'unanimità  respinge il progetto della Benarco.

Ora la Provincia ha appena inviato a Benarco un “avviso di diniego” e sta per prendere una decisione definitiva dopo che la tua Giunta si è impegnata a motivare il suo parere contrario. 

Eppure il 25 settembre sgridi su “La “Stampa” chi è pronto a “sollevare mille perplessità” proprio quando “c'è la possibilità di installare una centrale” che ci aiuterebbe ad “affrancarci dal petrolio”.
  • E' una dichiarazione rilasciata a titolo personale?
  • Rappresenta un capovolgimento delle decisioni contrarie votate in Consiglio comunale?
  • Se non rappresenta un cambiamento della decisione contraria, questa dichiarazione non danneggia forse la comune causa che unisce i cittadini e l'amministrazione comunale nel respingere un progetto ritenuto da tutti pericoloso per l'ambiente, privo di vantaggi per i cittadini ed utile solo all'impresa proponente?
In definitiva vorremmo sapere se abbiamo un interlocutore credibile e  determinato a opporsi non solo formalmente alla centrale e a rispettare gli impegni presi con i cittadini in Consiglio comunale.

Giuseppe Astore, Luca Baldo, Domenico Bastino, Giancarlo Bergia, Massimo Bonifazio, Loredana Brussino, Roberto Cerchio, Mario Dellacqua, Massimiliano Franco, Giovanni Garabello,  Diego Goitre, Raffaele Latiana, Fernanda Mazzoni, Gianluigi Saccione, Daniela Scundi, Claudio Urso, Mario Vruna.
None, 3 ottobre 2010

Incontri del 28-29 settembre 2010

Martedi 28 settembre erano presenti all'angolo di via Roma Arneis di Mario, Dèsirèe Baffa, Giovanna Baffa, Mario Dellacqua, Fabrizio Piscitello, Ubaldo Smeriglio, Andrea Testa, Torta di Andrea e Mario Vruna.

Cominciamo a parlare del film Agorà sulla fine dell'intellettuale Ipazia e di quanto ci siamo persi con la distruzione della biblioteca di Alessandria in termini di un millennio di cultura.

Molta riprovazione per le dichiarazioni del Sindaco sulla centrale a biomasse. Nell'allentamento della tensione si è aperto uno spazio per l'avanzare di ambiguità che favoriscono il rovesciamento delle posizioni pubblicamente assunte. Con quale “interesse” guarda il Sindaco a questa centrale? Che cosa si sono detti durante gli incontri intervenuti con Benarco? Il modello cui tendere per affrancarsi dal petrolio comporta la riduzione dei consumi e le fonti alternative, non lo spreco delle centrali a biomasse, dice Mario Vruna. Inviamo una lettera aperta alla Giunta per sapere se è contenta del continuo alternarsi di posizioni contraddittorie?

Mafia in Sicilia: grandi polveroni ed esplosioni cicliche di rabbia, ma presto riassorbite nell'ambito dell'omertà, dice Mario Vruna. Nelle giornate dell'assassinio di Borsellino si respirava in Sicilia un'aria di rivolta popolare contro la mafia: ho visto una donna – ha detto Ubaldo Smeriglio - non aver paura di prendere a borsate in faccia un agente di polizia che voleva impedirle di entrare in chiesa (riservata all'élite) per rendere omaggio a Borsellino. Mancanza di cultura della legalità nel sud, ha detto Mario Vruna. No – ho detto io - al nord stiamo nelle stesse condizioni, se due coniugi per dire che non si deve buttare la carta per terra esprimono il loro sdegno in una lettera al Mondo chiedendo di non firmare con nome e cognome e se per denunciare che un ufficio non funziona e qualcuno approfitta della sua posizione si scrivono delle lettere anonime. Siamo una democrazia denutrita.
Ci sentiamo un po' tutti stranieri in patria. In quale Italia ci identifichiamo, ha chiesto Fabrizio Piscitello? Per alcuni in quella dei Comuni, della rivolta dei Ciompi a Firenze, della repubblica partenopea del 1799, del Risorgimento, del biennio rosso '19-'20, della Resistenza, dell'autunno caldo e dei Consigli di Fabbrica: ma si tratta di episodi isolati opera di minoranze. Ma sono state queste minoranze che hanno costruito il progresso civile e sociale del nostro paese, quando hanno saputo sintonizzarsi con le sofferenze e le ribellioni delle classi subalterne.

Si torna a parlare delle lettere dei condannati a morte della Resistenza, delle foto dei ragazzi uccisi a 16 anni che vediamo impresse nelle lapidi a Stupinigi e a Cumiana e dei ragazzi come Giulio Nicoletta che sono stati obbligati a bruciare la loro adolescenza acquisendo di brutto la maturità, l'equilibrio e la fermezza necessarie a comandare una banda partigiana con responsabilità di vita e di morte. Si trattava di non tradire.

Il Giornale di Sicilia pubblicherà “Luce verticale” un cortometraggio di Ubaldo Smeriglio sulla figura del giudice siciliano Livatino ucciso dalla mafia. Se lo troviamo organizziamo una serata per una visione collettiva.

GIOVANI ED IMPEGNO POLITICO: proporremmo di inserire tra i relatori ufficiali alla serata del 22 ottobre anche Angelo Panosetti, del circolo rifondarolo pinerolese: la sua testimonianza può essere utile perchè cresciuto alla scuola di un padre operaio comunista e perchè lui stesso oggi operaio politicamente impegnato.

MEHLAB: aspettiamo di potera incontrare gli animatori nonesi dell'impegno per Mehlab che speravamo di vedere stasera, ma non è stato possibile.

Mercoledì 29 c'erano Arneis di Roberto, Domenico Bastino, Nadia Biscola, Roberto Cerchio, Mario Dellacqua, Domenico De Muro, Giovanni Garabello, Mario Ruggieri, Mario Scaglia, Nunzio Sorrentino, Mario Vruna.

Si condivide la richiesta del gruppo di minoranza di un Consiglio comunale aperto per conoscere se ci sono fatti nuovi che giustifichino le recenti dichiarazioni comparse sulle colonne de La Stampa. Si ritiene opportuno che il Comitato energia ambiente territorio chieda un incontro apposito al Sindaco per conoscere gli ultimi sviluppi della corrispondenza tra il Comune e la Provincia.

martedì 28 settembre 2010

RACCOLTA DIFFERENZIATA: STIAMO SEGNANDO IL PASSO

Una tabella ( elaborata con dati forniti da ACEA) con l'andamento della raccolta differenziata del nostro comune relativamente agli anni 2008,2009 e 2010, rapportata con la media di bacino, evidenzia che già nel 2008 raggiungemmo nel mese di luglio il 54,10% di differenziata. Quindi!........ 
Per affrontare seriamente il problema dei rifiuti a None è indispensabile mettere tutte le carte sul tavolo lavorando per un coinvolgimento realmente partecipativo di tutti i cittadini.
Mi ricordo che alla partenza degli ecopunti si fecero riunioni con la cittadinanza e si cercò un contatto personale con la gente (albo del cittadino ecovirtuoso) per spiegare e far capire l'iniziativa e mi pare che questo abbia funzionato.
I dati così enunciati dall'Assessore competente senza un contesto documentato e certificato, rischiano di dire assolutamente niente o, peggio, di sviare il problema.
Se la stessa percentuale evidenziata nell'articolo comparso sull'Eco del Chisone venne raggiunta già nel 2008, ciò significa che stiamo battendo il passo e se questo dato viene confrontato con la media di bacino, ancor peggio: stiamo regredendo.
Risulta infatti che mentre il comune di None raggiungeva il 50% di differenziata nel 2008 e la media di bacino si attestava sul 44% con uno scarto del 6 %, oggi ( dati del 2009) mentre manteniamo il 50 % o cresciamo di poco (consolidiamo il dato) la media di bacino è al 49,45.
Questo è il punto di partenza ed è il dato su cui riflettere.  
Il secondo aspetto è che pur ritenendo valide le varie campagne informative avviate da più soggetti presenti sul territorio, credo sia importante dare gambe in ambito ACEA a quanto deliberato nel programma di mandato dall'Assemblea dei Sindaci del Consorzio ACEA Pinerolese, all’atto della nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e del suo Presidente che riassumo brevemente.
Occorre lavorare per la definizione di programmi e progetti finalizzati a:
    -          migliorare il sistema dei servizi per la raccolta e il trasporto dei rifiuti;
    -          rendere equo ed omogeneo l’apporto di risorse  - anche per quanto riguarda gli aspetti economici e tariffari - di ogni singolo Comune associato in relazione al contesto socio economico;
    -          aumentare la percentuale di raccolta differenziata;
    -          avviare politiche di riduzione, recupero e riutilizzo dei rifiuti prodotti;
    -          definire nella suddivisione delle spese consortili tra i singoli Comuni un “sistema incentivante” in relazione alla percentuale di raccolta differenziata conseguita;
    -          ottimizzare le modalità organizzative e ridurre i costi di gestione;
    -          ricercare alleanze strategiche con ACEA Pinerolese Industriale e ogni altra istituzione e soggetto interessato nell’ottica di realizzare - anche nella prospettiva degli attuali indirizzi nazionali e/o regionali di riforma normativa del settore - sinergie/economie gestionali e la massima valorizzazione degli impianti esistenti.
Purtroppo di queste cose non si sente parlare.  
Giovanni Garabello        

domenica 26 settembre 2010

LA CENTRALE A BIOMASSE DIVIDE IL SINDACO IN DUE.

Uno favorevole il venerdì, l'altro contrario gli altri giorni

“Guardo con interesse all'utilizzo di queste forme di energia. Del resto è inutile continuare a dire che dobbiamo affrancarci dal petrolio e poi invece nel momento in cui c'è la possibilità di installare una centrale siamo pronti a sollevare mille perplessità”.

Resta solo da chiedersi come possa il Sindaco rilasciare questa dichiarazione dopo aver votato in Consiglio comunale un documento che esprimeva all'unanimità il suo parere contrario all'insediamento di una centrale a biomasse sul territorio di None.
 Forse il Sindaco ha interpretato a modo suo il detto evangelico: “Il vostro parlare sia sì, sì, no no. Tutto il resto appartiene al maligno”.  Gesù Cristo intendeva dire che si può dire di sì o dire di no. Invece il Sindaco ha capito che si può dire un giorno sì e l'altro no. Un giorno una cosa e il giorno dopo il suo esatto contrario. Maria Luisa deve tornare al catechismo.
Con questa dichiarazione comparsa su “La Stampa” del 25 settembre, il Sindaco di None ha dato l'ennesima conferma (ove ce ne fosse stato ancora bisogno) dell'incredibilità delle sue parole.
Al posto dello “squisito” Adolfo Pastorino, l'amministratore della Benarco che vuole fare a None un affare di 38 milioni di euro sulle spalle dei cittadini, prenderei atto che il Sindaco, quando votava quel documento contrario alla centrale, lo faceva solo perchè non osava dire di no al Comitato che ha raccolto 950 firme, perchè ne subiva il condizionamento, perchè aveva paura di osare l'impopolarità di una parola chiara. Ma non osava nemmeno dire un no chiaro in faccia alla Benarco e subito dopo ogni occasione era buona per mandare infatti l'impresa proponente dell'impianto messaggi favorevoli e pieni di comprensione. E chi tiene il piede in due scarpe prima o poi passa dalla parte del più forte.
Resta da capire che razza di rapporto di fiducia e di rispetto possa essersi stabilito tra la Giunta, la maggioranza e il Sindaco che pensa una cosa, ne vota un'altra e subito dopo la smentisce. Chi ha poco rispetto della sua parola e ai cittadini dice una cosa mentre ne pensa e ne fa un'altra, non può rispettare nemmeno la parola degli altri.  
Mario Dellacqua