venerdì 11 marzo 2011
Il Comitato Centrale e il ricorso al TAR rinviato: buone notizie?
Il 9 marzo Giuseppe Astore, Domenico Bastino, Bianco di Giovanni, Paolo Cremi Lai, Crostatina di Mario, Mario Dellacqua, Giovanni Garabello, Mario Ruggieri e Mario Vruna verso le 21 si sono incontrati all'angolo di via Roma 11. Dove si è discusso dell'esito dell'incontro del tardo pomeriggio con l'avvocato Vincenzo Enrichens cui hanno preso parte il portavoce Nunzio Sorrentino, la consigliera Carla Benotti e il segretario Mario Dellacqua. Dove si è ricavata la notizia che con ogni probabilità la prima udienza davanti al TAR subirà un rinvio concordato tra le parti, specialmente su sollecitazione della Provincia nei cui uffici starebbe maturando la determinazione di rivedere e ridefinire l'autorizzazione onde poter sollevare il TAR dall'obbligo di un pronunciamento. E' possibile che si affacci l'ipotesi di un nuovo dimensionamento della centrale o di una sua diversa localizzazione. La prudenza è d'obbligo in queste circostanze e le interpretazioni le più disparate si sprecano. Tuttavia, il Comune ci deve delle spiegazioni e le chiederemo perchè non può non essere informato degli ultimi sviluppi. In ogni caso, non siamo disposti ad accettare alcun disegno di mediazioni, correzioni o revisioni del progetto originario, a maggior ragione se perseguite escludendo gli organismi che rappresentano larga parte della cittadinanza ed estromettendo il Comitato dalle sedi del confronto.
Centrale: prima udienza al TAR
Salve.
Vi informo che oggi si è svolta la prima udienza del ricorso al TAR
contro la centrale a biomasse.
Il procedimento è stato subito sospeso, in attesa degli esiti di una
nuova ridefinizione del progetto, annunciata dalla Provincia di
Torino: se non si giungerà ad un accordo, il TAR riavvierà il
procedimento.
Se invece l’accordo sarà raggiunto, e secondo la forma e i contenuti
che avrà, il TAR deciderà come procedere.
Intanto il Comitato sta predisponendo tutte le azioni utili per far
pesare in questa fase la volontà dei nonesi: è bene perciò mantenere
alta l’attenzione e la mobilitazione in corso.
Cordiali saluti.
Nunzio SORRENTINO
Vi informo che oggi si è svolta la prima udienza del ricorso al TAR
contro la centrale a biomasse.
Il procedimento è stato subito sospeso, in attesa degli esiti di una
nuova ridefinizione del progetto, annunciata dalla Provincia di
Torino: se non si giungerà ad un accordo, il TAR riavvierà il
procedimento.
Se invece l’accordo sarà raggiunto, e secondo la forma e i contenuti
che avrà, il TAR deciderà come procedere.
Intanto il Comitato sta predisponendo tutte le azioni utili per far
pesare in questa fase la volontà dei nonesi: è bene perciò mantenere
alta l’attenzione e la mobilitazione in corso.
Cordiali saluti.
Nunzio SORRENTINO
lunedì 7 marzo 2011
I meriti di B.
Se l'Eco non pubblica peggio per lui. Noi i pezzi validi non ce li lasciamo scappare. Diego
"Caro Direttore,
l'attuale presidente del consiglio non si deve dimettere perchè travolto da uno scandalo sessuale.
Deve andarsene perchè si è dimostrato incapace di guidare il Paese verso una condizione migliore (o anche solo non peggiore) di quella in cui l'aveva trovato.
Il governo da lui presieduto non è stato capace di investire sulla Scuola, sull'Università e sulla Ricerca partorendo una cosiddetta "riforma" avente come unico obiettivo quello di risparmiare quattrini.
Le mere esigenze di cassa sono state soddisfatte anche in tutti gli altri settori con tagli "lineari", come vengono definiti, indicativi dell'assoluta incapacità di fare delle scelte ed assumersene la responsabilità.
Non c'è traccia di una politica industriale in grado di incentivare investimenti strategici per il futuro.
Nell'ambito della sanità si tira a campare senza offrire ad operatori ed assistiti prospettive di miglioramento.
Non ci si è fatti carico del sistema della giustizia, con la sua cronica mancanza di risorse e le conseguenti inaccettabili lungaggini, badando piuttosto a difendersi da esso per motivi personali, abusando del proprio potere.
Si è appaltata alla Lega l'iniziativa federalista con il rischio di vedere nascere un sistema delle autonomie già vecchio perchè depauperato da ogni idealità e innervato da un approccio a dir poco meschino al governo del territorio.
Ed infine, quale ciliegina sulla torta, eccoci al fianco di dittatori come Moubarak, Gheddafi e Ben Ali in spregio delle legittime aspirazioni alla libertà dei popoli del nord-africa.
Ma che cosa ci sta succedendo?
Roberto Cerchio"
"Caro Direttore,
l'attuale presidente del consiglio non si deve dimettere perchè travolto da uno scandalo sessuale.
Deve andarsene perchè si è dimostrato incapace di guidare il Paese verso una condizione migliore (o anche solo non peggiore) di quella in cui l'aveva trovato.
Il governo da lui presieduto non è stato capace di investire sulla Scuola, sull'Università e sulla Ricerca partorendo una cosiddetta "riforma" avente come unico obiettivo quello di risparmiare quattrini.
Le mere esigenze di cassa sono state soddisfatte anche in tutti gli altri settori con tagli "lineari", come vengono definiti, indicativi dell'assoluta incapacità di fare delle scelte ed assumersene la responsabilità.
Non c'è traccia di una politica industriale in grado di incentivare investimenti strategici per il futuro.
Nell'ambito della sanità si tira a campare senza offrire ad operatori ed assistiti prospettive di miglioramento.
Non ci si è fatti carico del sistema della giustizia, con la sua cronica mancanza di risorse e le conseguenti inaccettabili lungaggini, badando piuttosto a difendersi da esso per motivi personali, abusando del proprio potere.
Si è appaltata alla Lega l'iniziativa federalista con il rischio di vedere nascere un sistema delle autonomie già vecchio perchè depauperato da ogni idealità e innervato da un approccio a dir poco meschino al governo del territorio.
Ed infine, quale ciliegina sulla torta, eccoci al fianco di dittatori come Moubarak, Gheddafi e Ben Ali in spregio delle legittime aspirazioni alla libertà dei popoli del nord-africa.
Ma che cosa ci sta succedendo?
Roberto Cerchio"
Berlusconi dimettiti
Presidente Berlusconi,
lei ha disonorato l’Italia agli occhi del mondo,
non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro. Lei dunque se ne deve andare via.
L’Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana. Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia.
Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere. L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore.
lei ha disonorato l’Italia agli occhi del mondo,
non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro. Lei dunque se ne deve andare via.
L’Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana. Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia.
Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere. L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore.
Location:http://beta.partitodemocratico.it/raccoltafirme/berlusconidimettiti/default.aspx
venerdì 4 marzo 2011
ALL'ANGOLO BENIGNI E IL COMITATO CENTRALE
Il 1 marzo alle ore 21 Désirée e Giovanna Baffa, Donato Blonda, Mario Dellacqua, Domenico Demuro, Federica Fidale, Freisa, Alessandro Lambra, Giuseppe Migliore, Panettone Galup, Fabrizio Piscitello e Andrea Testa si sono incontrati all'angolo di via Roma 11.
Dove si è discusso l'effetto che fa seguire il DVD di Benigni che recita il Canto V dell'Inferno con Paolo e Francesca nella splendida cornice di Santa Croce in Firenze. Dove si è discusso di come è dificile imparare a memoria. Dove Giovanna ha detto che facevano bene una volta a farci studiare a memoria le poesie che ancora adesso ricordiamo e possiamo recitare. Dove Giovanna ha recitato infatti Paolo e Francesca nel silenzio religioso degli astanti. Dove si è discusso che sarà difficile imparare a memoria, ma in Toscana molti contadini sanno a memoria la Divina Commedia da recitare tra le pecore e nelle stalle. Dove si è detto che creare versi è ancora più difficile che ripeterli. E dove Domenico Demuro ha però detto che sia al Nord, sia al Sud certi contadini amano sfidarsi a comporre le ottave con tanto di rime e di endecasillabi giusti. E dove pare che, con Roberto Benigni, altrettanto in gamba siano Umberto Eco e Francesco Guccini.
Il 2 marzo Giuseppe Astore, Domenico Bastino, Mario Dellacqua, Ignazio Drago, Giovanni Garabello, Manzoni Bianco di Giovanni, Nunzio Sorrentino e Mario Vruna si sono incontrati allo stesso angolo.
Dove si è discusso un po' che le polemiche sull'intervista di Eika Faienza che tanto ci hanno agitato oggi sembrano avere poca importanza. Dove si è discusso che sarebbe utile sapere che cosa effettivamente il Consiglio dei Ministri sta decidendo in materia di incentivi alle fonti rinnovabili: le restrizioni colpiscono solo il fotovoltaico o anche le biomasse? Dove si è deciso di dare alle stampe i volantini e di far circolare l'appello degli ex amministratori. Anche se non tutti potranno o vorranno venire, si è deciso di confermare l'idea della foto di gruppo che avrebbe un ottimo effetto persuasivo a favore di nuove lenzuola dai balconi. Dove si è discusso che potrebbe andare bene una domenica mattina alle 11,30. Dove si è discusso che la prima udienza al TAR potrebbe essere più vicina del previsto. Dove il verbalista mette infine le mani avanti se ha dimenticato qualcosa.
giovedì 3 marzo 2011
Gramsci a San Remo
“L'indifferenza è il peso morto della storia... il male che si abbatte su tutti, avviene perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo l'ammutinamento potrà rovesciare (..)
Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva e la massa ignora, perchè non se ne preoccupa”.
ANTONIO GRAMSCI 1917
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