Quando era Ministro del secondo governo Prodi – fra il 2006 e il 2008 – Paolo Ferrero venne a Torre Pellice per un'assemblea pubblica. Renzo Tibaldo assessore lo introdusse dicendo che la ripresa della sinistra in Italia poteva venire solo in chiave unitaria e citò Norberto Bobbio: il comunismo era sconfitto, ma persistevano rocciose le ragioni di chi voleva combattere le ingiustizie sociali del capitalismo.
Rispondendo a chi in sala aveva lamentato un po' di delusione per l'assenza di messaggi riformisti, Ferrero affermò che sarebbe stato un errore far cadere il governo e aggiunse che la ripresa della sinistra sarebbe avvenuta solo da un suo “bagno neopuritano” nelle sofferenze sociali delle classi subalterne. Sommerse dalla precarietà e abbandonate a se stesse, domandavano segnali concreti di utilità concreta dalle loro rappresentanze politiche.
Presi il coraggio e la parola per dire: 1) Non ho più l'età per subire delusioni; 2) Buona l'idea del bagno neopuritano, ma allora bisogna dirottare subito almeno una parte del finanziamento pubblico verso interventi socialmente utili di solidarietà concreta.


.jpg)
