lunedì 11 marzo 2013

SINISTRA NON RIFORMABILE?


Quando era Ministro del secondo governo Prodifra il 2006 e il 2008 – Paolo Ferrero venne a Torre Pellice per un'assemblea pubblica. Renzo Tibaldo assessore lo introdusse dicendo che la ripresa della sinistra in Italia poteva venire solo in chiave unitaria e citò Norberto Bobbio: il comunismo era sconfitto, ma persistevano rocciose le ragioni di chi voleva combattere le ingiustizie sociali del capitalismo.
Rispondendo a chi in sala aveva lamentato un po' di delusione per l'assenza di messaggi riformisti, Ferrero affermò che sarebbe stato un errore far cadere il governo e aggiunse che la ripresa della sinistra sarebbe avvenuta solo da un suo bagno neopuritano nelle sofferenze sociali delle classi subalterne. Sommerse dalla precarietà e abbandonate a se stesse, domandavano segnali concreti di utilità concreta dalle loro rappresentanze politiche.
Presi il coraggio e la parola per dire: 1) Non ho più l'età per subire delusioni; 2) Buona l'idea del bagno neopuritano, ma allora bisogna dirottare subito almeno una parte del finanziamento pubblico verso interventi socialmente utili di solidarietà concreta.

domenica 10 marzo 2013

8 marzo


A forza di essere democratico, e di dar sempre ragione a tutti, ogni tanto vengo a noia perfino a me stesso, così oggi voglio essere polemico. Qualche anno fa me l’ero presa con Roberto Cerchio, che aveva scritto un proclama (forse sul manifesto, non ricordo più) perché le donne prendessero il potere nella Chiesa, e io ero in imbarazzo: alla fine mi sembrava che si ripetesse uno schema, che in quel modo Roberto finisse per porsi come il classico uomo che, capendo il mondo meglio delle donne, volesse insegnar loro come vivere, di fatto dimostrando la loro inferiorità: «Possibile mai che non ci arriviate da sole?». E adesso di nuovo, con RBM che, travestito da donna nella finzione letteraria del mondo, propugna «calci nelle palle» agli uomini violenti; ragione sacrosanta, su cui sono d’accordissimo – ma anche qui, vagamente fuori luogo: ma se non sono le donne a sottrarsi alla violenza, a insegnarsi a vicenda, per esempio di madre in figlia, il rispetto per sé stesse, possono servire i consigli e le ordinanze dei maschi, per quanto sensibili e attenti, per quanto ‘dalla parte giusta’? Da maschi, bisognerebbe forse lavorare su noi stessi in primo luogo, e poi ragionare insieme agli altri maschi sulla violenza e il sopruso, su superiorità e inferiorità, sulla nostra sessualità – declinata in ogni e qualsiasi direzione. Magari ragionare anche sul nostro perbenismo, perché no? Io sarei disposto.

Massimo Bonifazio

venerdì 8 marzo 2013

IL PORTAVOCE


«Lui», Grillo, in un'intervista a un'emittente americana, dice di essere «solo il portavoce», il «garante» che nel suo movimento non entra «chi ha già fatto politica». Non dovevo entrare nel movimento sindacale e nella Fim-Cisl. Non dovevo interessarmi di palestinesi, di contingenza nelle liquidazioni, di cassa integrazione a rotazione, di scala mobile, di Mezzogiorno, di lavori socialmente utili. Ultimamente persino di ambiente, di centrali a biomasse legnose o a biogas. Non dovevo partecipare alle lotte contrattuali, ai presidi in difesa dell'Indesit o ai 35 giorni della Fiat nell'Ottanta. Democrazia Proletaria, poi, un partito senza speranza e soprattutto senza soldi. Anzi, ne chiedeva. E, in un clima da convento laico, educava i suoi sparuti funzionari al tiro della cinghia e al salto del pasto e dello stipendio.

mercoledì 6 marzo 2013

Credevo fosse un grillo, ma può essere una cavalletta


Per non passare dalla retenella rete

A None il recente risultato elettorale ricalca, per larghe linee, l’esito nazionale, e trova risalto, ancor di più, il successo del movimento di Grillo con una quota superiore al 30%.
Tale risultato raddoppia se si prendono in esame le nuove leve elettorali: quasi 2 su tre votano Grillo mentre solo 1/3 si divide tra i vecchi schieramenti.
Spingendo l’analisi alle ultime elezioni amministrative, pur con tutte le cautele del caso per la diversa dinamica decisionale dell’elettore rispetto alle politiche, è di tutta evidenza che il Movimento 5 Stelle ha costruito il proprio risultato a danno dellasinistrae, solo marginalmente, limando il risultato del raggruppamento dicentro destra”,a quel tempo unito, ed ora titolare di distinte opposizioni.
Le analisi a livello nazionale ci dicono che, a rendere maggiormente consistente tale flusso migratorio, ci ha pensato la partecipazione al voto di un elettorato che in precedenza aveva affidato la propria protesta all’astensione. Tale protesta, che ora ha assunto una veste attiva, si salda con i delusi del mancato rinnovamento dei partiti, impresentabili in taluni loro esponenti, e dei loro programmi inefficaci se non addirittura dannosi.

venerdì 1 marzo 2013

Chi non si rivede....L' impianto a biogas.

Qual è il suo punto di vista sulla convenzione da stipulare per il teleriscaldamento ?
Premesso che:

a prescindere da qualsiasi accordo con la cooperativa, il Comune dovrà provvedere alla migliore    coibentazione degli edifici pubblici in questione.
  1. tale operazione può essere assistita da un finanziamento della Regione fino all’80% della spesa, come da delibera della Giunta Regionale dello scorso dicembre.
  2. il risparmio energetico di tale intervento non sarebbe inferiore al 30%.
Risulta estremamente penalizzante per il comune definire il suo impegno finanziario sulla base di consumi precedenti, che ne rappresenta il picco più elevato, mantenendo fisso tale impegno per 13 anni e sterilizzando, in tal periodo, gli evidenti benefici della ristrutturazione.

Non ritiene dunque adeguato lo sconto promesso ?
Lo sconto promesso, valutate le spese per il mantenimento e l’uso del vecchio impianto, sarebbe lo stesso ottenibile dalla migliore coibentazione degli edifici.

Qual è la sua proposta ?
Il Comune deve fissare il suo impegno finanziario unicamente sulla base dell’ammortamento delle spese della cooperativa. In questo caso il risparmio sarebbe superiore a quello ottenuto nel contempo dalla ristrutturazione degli edifici.