lunedì 21 ottobre 2013

DOPO LAMPEDUSA, IL NAZISMO CI ATTENDE

Ho sentito persino parlare di rivoluzione. Ma vedo una sola rivoluzione dietro l'angolo: quella che muoverà le curve degli stadi all'incendio dei campi rom, all'assedio delle case abitate dagli stranieri, all'occupazione delle scuole frequentate dai loro figli, al boicottaggio dei parlamentari, dei Sindaci, dei gruppi e dei militanti che oseranno difendere nella crisi lo spettacolo insopportabile di una tenda e di un panino regalato a chi non è annegato prima.
Circolano ricorrenti e intermittenti proposte di associazione, di movimento e di partito. Nascono o resistono imprese per la diffusione di idee, progetti ed esperimenti di riforma sociale. Sono accolti come rispettabile testimonianza di un impegno etico minoritario e impotente. O sono approvate in silenzio. O sono derise, lasciate morire di inedia, condannate come un disturbo della normalità. Accetto tutto, specialmente la mia stanchezza.

sabato 19 ottobre 2013

SOLO UN PO' VILI

"Nel 2013 le Nazioni Unite hanno contato 232 milioni di migranti, pari al 3,2 per cento della popolazione globale, contro i 175 milioni del Duemila e i 154 milioni del 1996. Si potrebbe fare una guerra per sterminarli a titolo preventivo e educativo, ma non tutti, che farebbe tanto disordinato. Investendo noi in perlustrazioni nautiche, cannoneggiamenti, monitoraggi e bombardamenti umanitari, poco per volta gli altri si toglierebbero dalla testa la fissa di scappare dalle guerre e addirittura dalla fame. Così noi potremmo tornare tranquilli a bagnare i gerani sul balcone. Questo pensano molti leghisti e molti amici dei leghisti che però non osano dirlo chiaro perchè come tutti i prepotenti sono anche un po' vili".
Mario Dellacqua 

venerdì 18 ottobre 2013

Martedì 22 ottobre

 MASSIMO CACCIARI

racconta

 Machiavelli e la filosofia politica

ore 21 all'Angolononottuso
 di via Roma 11 a None

giovedì 17 ottobre 2013

PRIMA I NOSTRI

Su face book la Sindaca Maria Ausiliatrice e il consigliere delegato alla comunicazione scrivono che Cota e i leghisti sono quattro beceri perchè combattono amnistia, indulto e ogni modifica della Bossi -Fini volta a superare il reato di emigrazione clandestina. Ma quelli che oggi dicono "Prima gli italiani", ieri ci dicevano "Prima il nord". Vorrei sapere quale differenza c'è fra questi beceri e questi democratici che fino a ieri, alla prima manciata di assunzioni in vista, ci dicevano "Prima i nonesi".
Mario Dellacqua 

mercoledì 16 ottobre 2013

PROTAGONISTI PER L'UGUAGLIANZA A NONE

Nella bacheca all'angolo di via Roma 11 sono state affisse le ricevute dei versamenti effettuati dall'assemblea dei lavoratori della 23° festainrosso e dalla Fondazione Orso. La somma di 4.500 euro è stata destinata alla Caritas, mentre 420 euro sono stati assegnati all'Amref per l'adozione di un bambino del Kenya, cui vanno aggiunti 3mila euro per la costruzione di un terzo pozzo nella medesima regione, sempre curata dall'Amref. 800 euro sono stati versati al Sermig per il progetto delle lampade fornitrici di energia a Mehlab. All'Auser sono stati destinati 600 euro cui vanno aggiunti 200 euro provenienti dalla sottoscrizione di una famiglia di amici della Festainrosso che preferisce mantenere l'anonimato.
Il giro di soldi che dall'angolo non ottuso raggiunge mete di solidarietà sociale e di cooperazione internazionale ammonta a 61mila e 520 euro. Si spera che altri amici si aggiungano all'opera che non pretende di fare rivoluzioni, ma è orgogliosa di offrire una prospettiva concreta a chi vuole essere protagonista per l'uguaglianza dalle parole ai fatti, avendo compreso che il mondo non avrà pace senza giustizia e senza redistribuzione della ricchezza sul piano locale, nazionale e planetario.

venerdì 11 ottobre 2013

A CASA DI PIERO

Uno vorrebbe proprio evitare la retorica dell'autocommiserazione, ma capelli bianchi, occhi piccoli e quasi tutti quasi cotti appena dopo le undici. E' che non abbiamo più vent'anni come allora ma quella tragedia sociale – Piero parlava in quegli anni di apocalisse operaia - ci è caduta addosso e ogni tanto ce la troviamo viva – non sotto forma di fantasma o di incubo – e irrisolta nell'anima come se fosse stata l'anticipazione di una infernale Lampedusa filosofica.
Piero ne sa qualcosa e ci attira a casa sua per discutere il suo libro sui 61 licenziati della Fiat nel 1979 con l'introduzione di Claudio Canal e fette di salame, dolci, bibite e un vigliacchetto rosso.
L'intenzione è quella di curare ferite mal cicatrizzate? Non so. Certo è che Claudio le fa sanguinare copiosamente. Prima ci importuna con i misteri dolorosi di un rosario di date ed eventi che rammentano come nel 1979 imperialismo e socialimperialismo non fossero invenzioni dei marxisti, così come il terrorismo non era un complotto dello Stato. Poi sbatte sul muro uno spot della Fiat ripescato dal 2010 dove Marchionne riprendeva un papà che racconta al bambino in braccio la ninna nanna di un futuro torinese e italiano fatto di tante automobili ancora in elevata quantità e competitiva qualità, in arrivo all'orizzonte con una scorpacciata di occupazione, benessere e rinnovata sicurezza. Nel 2010, dice Claudio, in piena crisi, non nel 2005.