giovedì 5 maggio 2016

NON C'E' SOLO LA MENSA E SINDACO IN ESCANDESCENZA


La faccenda della mensa e del prezzo contestato del buono pasto continua a far discutere.

Un volantino diffuso da “Progetto comune” ribadisce che “con 1,12 € a buono” le famiglie stanno pagando per “finanziare interventi del valore di 700mila euro sui refettori e su una cucina progettata per 100 pasti. 55 centesimi di questi corrispondono a interventi non ancora realizzati”. Tutti costi che, secondo Progetto comune, “non è corretto imputare alle attuali utenze, a maggior ragione se una grossa parte degli interventi verrà realizzata nel corso di 5 anni e non sarà goduta completamente dagli utenti che stanno già pagando ora”.

La minoranza torna a chiedere “una riduzione su ogni buono pasto per definire un prezzo più giusto rispetto al servizio offerto”, e si dice convinta che “gli stanziamenti messi a bilancio consentono tale operazione”. D'altra parte, “il sostegno alle famiglie tramite fasce ISEE risponde a un altro principio” e Progetto comune chiede “di non abusarne” anche perché “l’innalzamento di tali fasce con relativa riduzione non corregge l’anomalia, come dimostrano le richieste presentate finora”.

mercoledì 4 maggio 2016




Gruppo consiliare nonese Progetto COMUNE
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Crediamo sia fondamentale informare i cittadini sulle nostre iniziative, sulla nostra attività di opposizione in Consiglio Comunale e in generale sull'andamento dell'amministrazione di None. Uno strumento è la nostra newsletter, una email periodica a cui potete aderire inviandoci il vostro indirizzo di posta elettronica tramite un messaggio privato sulla pagina facebook o scrivendo all'indirizzo del gruppo: progetto.comune.none@gmail.com.

lunedì 2 maggio 2016

quel frigorifero del papa...

Stando alle apparenze, verrebbe da pensare che siano in pochi, almeno in Occidente, a non ammirare papa Bergoglio. Peccato che, al netto degli applausi, l'impressione che si ha è che, soprattutto nel mondo cattolico, dall'ultimo conclave non sia cambiato molto. Tale impressione è emersa amaramente anche dalle riflessioni finali di don Oreste Aime, docente di filosofia presso la Facoltà Teologica di Torino, giusto qualche giorno fa. Il frigorifero del cambiamento, per riprendere una illuminante scenetta di Maurizio Crozza, questo papa se lo sta davvero portando sulle spalle da solo e nessuno di noi (cattolici e non) pare stia facendo granché per dargli una mano, non solo a parole.
Ad esempio: che cosa è cambiato a None? Ecco una semplice domanda rivolta provocatoriamente all'esiguo uditorio (non scherziamo: ci piace il papa, mica quello che ci propone) dallo stesso Aime nell'ambito del dibattito sull'enciclica Laudato sì, che ha avuto luogo presso il cinema Eden. 

lunedì 25 aprile 2016

dov'è finita l'europa del 25 aprile?

Il 6 aprile 1924 in Italia si svolgono le ultime elezioni libere. Il Partito Nazionale Fascista e i suoi alleati le vincono con il 65% dei voti. Ci vorranno più di vent'anni e una guerra mondiale per mettere fine ad una stagione di nazionalismo, dittatura, razzismo e guerra di aggressione, che vide in prima linea ed alleate l'Italia fascista di Mussolini e la Germania nazista di Hitler.
Ma finalmente arriva il 25 aprile 1945: l'Italia e l'Europa ritrovano quella Libertà, quella Civiltà e quella Pace che avevano perso.
Sono passati quasi settant'anni dal quel 2 giugno 1946 che vide per la prima volta le donne pienamente partecipi della vita politica italiana, e gli elettori scegliere la Repubblica e i membri di quell'Assemblea Costituente che scriverà la nostra Costituzione, il frutto più maturo della resistenza al nazi-fascismo.

domenica 24 aprile 2016

DOPO IL REFERENDUM

Un mio caro amico che si ostina a fingere di non essere anche un mio maestro,  mi ha offerto la sua interpretazione del voto al referendum del 17 aprile. Di questi tempi la condizione di precarietà e di disoccupazione è persistente e sempre più diffusa in tutte le famiglie. E' incisiva. Concorre a formare il pensiero dei lavoratori e orienta il comportamento delle aree sociali subalterne. La ricattabilità della vita quotidiana aumenta e toglie il diritto di parola e di dissenso. In questa miscela può resistere solo chi ci crede o chi se lo può permettere. Una minoranza di persone è portata a cercare una visione di insieme dei problemi. La maggioranza, invece, è spinta a muoversi e a ribellarsi solo se vengono colpiti direttamente i pilastri materiali delle poche sicurezze rimaste.