martedì 7 giugno 2016

Il topolino della sinistra anti-Renzi

Cari amici,
anche se la mia opinione vale pressoché zero, direi che è andata maluccio al PD di Renzi ma malissimo alle formazioni alla sua sinistra. Roma 4.5%, Milano 3.5%, Torino 3.7%. La sinistra "alternativa" ha ancora una volta partorito un topolino. A parte la Napoli ad immagine e somiglianza di De Magistris e la Cagliari del bravo Zedda (la cui lista però è di centro-sinistra), solo a Bologna si supera il 5%.
Forse non è stata una gran pensata sostituire l'anti-berlusconismo con l'anti-renzismo. Forse l'inaffidabilità che promana dai soliti litigi pre-elettorali (vedi Milano e Roma) e da quella gestione sprovveduta che ha rischiato di far saltare la partecipazione di Fassina alla competizione romana non aiutano. Forse muoversi e stringere solo in funzione degli appuntamenti elettorali non scalda il cuore delle persone di sinistra. Forse il popolo dei ben-altristi che detta la propria purissima linea via blog dovrebbe decidersi ad abbandonare il virtuale per il reale. Forse Renzi non è il demonio ma un liberale di sinistra con piena cittadinanza nel campo del centro-sinistra e capace di muoversi meglio di noi. Forse non abbiamo tutte le soluzioni in tasca e ci vuole un po' più di umiltà (vero Andrea Ranieri?) nel costruire un nuovo soggetto di sinistra (ma nuovo davvero!) capace di contendere al PD la leadership dell'area progressista. Forse bisogna trovare la pazienza di lavorare sul medio-lungo periodo a prescindere dal calendario elettorale, mettendo in campo quella sorta di dovere di "praticare i diritti" dal basso perorato a suo tempo da un socialista non statalista come Vittorio Foa.

Saluti.


Roberto Cerchio, None (TO)

1 commento:

  1. Forse la Sinistra diventerà solamente una forza di testimonianza, forse la sinistra dem continuerà a fare la "foglia di fico", certo però non sarà Renzi a recuperare i tantissimi voti fuggiti nell'astensionismo o verso chi ha il coraggio di difendere e ribadire i beni pubblici come inalienabili ed ha votato contro il Jobs Act. Forse su questo bisognerebbe interrogarsi per non tornare nella direzione sbagliata. Grazie della riflessione!
    Domenico Bastino

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