domenica 29 aprile 2018

Intervento sezione ANPI di None alla celebrazione comunale del 25 aprile 2018

1848. Nel Regno di Sardegna vengono concessi lo Statuto Albertino e i diritti civili e politici a valdesi ed ebrei.
1938. Il regime fascista con un folle e criminale salto all’indietro emana le leggi razziali (o meglio, razziste) con le quali gli ebrei italiani sono nuovamente privati di ogni diritto.
1948. l'Italia liberata si dota della propria (sana e robusta) Costituzione repubblicana.
2008. Muore il nostro Michele Ghio, nome di battaglia “Michelangelo”, comandante della brigata partigiana nonese “Edo Dabbene”.

Sono vari gli anniversari da tenere a mente oggi, per provare a contraddire quell’adagio che sostiene come dalla Storia non si impari mai niente.
Viene da chiedersi che cosa avrebbe detto oggi Michele Ghio, e quale sia il modo più giusto di ricordare il suo impegno per la Libertà. Nel nostro piccolo gli abbiamo intitolato la nostra sezione e cerchiamo di mantenere viva la memoria ma crediamo che sia dovere dell’intera comunità nonese non dimenticarlo mai e compito delle Istituzioni cittadine trovare il modo di fissarne concretamente il ricordo anche dal punto di vista materiale. Vedere la sua casa da troppi anni abbandonata in piazza Donatori di sangue fa un po’ male al cuore.
Ma appunto non basta ricordare: la memoria serve per imparare ed anche mettere in guardia le nuove generazioni dal ripetere gli errori e gli errori nostri e del passato. Si tratta di andare spesso controcorrente, di percorrere il più delle volte sentieri faticosi ed impervi perché l’Italia, l’Europa e il Mondo oggi tendono a riportarci indietro, svuotando quegli ideali di Libertà, Giustizia e Solidarietà faticosamente riconquistate il 25 aprile del 1945 sconfiggendo fascismo e nazismo.
Lo vediamo in Italia con la fatica che facciamo a garantire a tutti un lavoro ed una vita dignitosa ma anche ad offrire un po’ di umanità a coloro che arrivano da lontano alla ricerca di una vita migliore. Ci sentiamo soli ed abbiamo paura di perdere quel poco o quel tanto che ci rimane ma il rischio vero è quello di perdere l’anima.
Abbiamo guardato per anni all’Europa ma oggi questa Europa ci pare sempre più irriconoscibile, succube delle cosiddette “compatibilità economiche” ed impegnata a costruire muri, anziché abbatterli.
Il medio Oriente ci guarda ed è giustamente disgustato e deluso da quella miscela di interessi economico-militari e di impotenza politica che ci impedisce di non fare danni e di offrirgli una qualche speranza.
Ma che cosa possiamo dire oggi e magari offrire ai bambini siriani? Dobbiamo trovare il modo di non abbandonarli al loro destino. Dobbiamo trovare il modo di spegnere un fuoco che oltre a divorare la Siria ed il vicino Oriente, rischia di sfigurare irrimediabilmente anche l’Europa. Dobbiamo farlo anche per i nostri figli e nipoti. Lo dobbiamo fare per non lasciare appassire quel fiore del partigiano morto per la Libertà.
Viva la Resistenza, l’Italia liberata e la Costituzione repubblicana!
Roberto Cerchio

1 commento:

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