giovedì 18 dicembre 2014

NONE E I FANTASMI DEL CASELLO

L’autostrada Torino Pinerolo presenta attualmente un unico casello per il pagamento del pedaggio. Fu istituito, ultimato il tratto mancante da None a Pinerolo, in località Beinasco.  Con l’introduzione di detto pedaggio e, considerata la sua lievitazione nel tempo, si è diffusa in maniera crescente la pratica di aggirarlo intasando, soprattutto nelle ore di punta, le strade viciniori ed arrecando non pochi problemi alla circolazione e all’ambiente.
Un problema sopravvenuto. Evidentemente no. L’Ativa, la società che gestisce l’autostrada, aveva commissionato un apposito studio circa l’incidenza del futuro casello sul traffico, sino ad allora registrato in regime di gratuità. La società  TTA - studio associato Trasporto Traffico e Ambiente – incaricata dell’analisi segnalava: ”….il pedaggiamento modificherà radicalmente l’attuale composizione e distribuzione  del traffico …. porterà ad un pericoloso incremento del traffico sulla viabilità alternativa …. Tutto ciò potrà essere tenuto sotto controllo e opportunamente mitigato dall’adozione di opportune tariffe ed abbonamenti a prezzi adeguati.” Segnalava, inoltre, la probabile diminuzione dei passaggi nell’area del casello, di una percentuale tra il 33% ed il 43%.

L’Ativa, a fronte di un continuo decremento, ancora del 7% nel 2012 e del 5% nel 2013, giustificava gli aumenti con la necessità di ammortizzare i propri investimenti nell’arco di tempo della concessione che scade nel 2016. Nel contempo lamentava la mancata risposta del Ministero delle Infrastrutture circa la loro richiesta di prorogare i termini della concessione stessa che avrebbe permesso aumenti meno gravosi dei pedaggi.
Di recente il governo nel Decreto “Sblocca Italia” è intervenuto su questa specifica materia dichiarandosi disponibile a rivedere le concessioni,  purchè entro fine anno sia presentato un piano economico finanziario con nuovi investimenti da parte dei concessionari “i quali sono comunque tenuti alla realizzazione degli investimenti già previsti nei vigenti contratti di concessione”. Il piano di adeguamento e potenziamento delle strutture non  deve gravare sulle finanze statali, né sugli utenti, anzi letteralmente il Decreto recita: “assicurare il servizio reso sulla base di tariffe e condizioni di accesso più favorevoli per gli utenti.”
Alla luce di quanto sopra, la richiesta di spostamento del casello, fatta dai Comuni interessati dalla circolazione sussidiaria, può avere solo un valore di mera segnalazione del problema che, peraltro, come abbiamo visto, era assolutamente prevedibile. La nuova collocazione, dopo l’uscita per None, non risolverebbe le attuali problematiche, ma si limiterebbe a cambiarne la collocazione territoriale. L’aggiramento risulterebbe maggiormente facilitato con ulteriore pregiudizio economico per l’Ativa che, peraltro, ha sempre considerato l’autostrada come una lunga diramazione del sistema autostradale tangenziale di Torino, gestito dalla stessa, e quindi soggetto a pedaggio al momento dello scambio tangenziale/autostrada entrambi di sua competenza.
Sarebbe oltremodo opportuno, alla luce di quanto stabilito dal recente decreto governativo, una iniziativa di tutte le Amministrazioni interessate dall’intero percorso autostradale al fine di:
  • pretendere quelle opere previste e non eseguite dalla concessionaria (importantissime le vasche di laminazione del sistema idrografico a monte del nostro territorio, concausa non marginale delle passate alluvioni).
  • indirizzare il piano economico/finanziario che l’Ativa presenterà per il rinnovo della concessione verso criteri di forte decurtazione del canone pagato dagli utenti in  abbonamento, in maniera tale da rendere antieconomico l’aggiramento dell’attuale casello e ripristinare il corretto e completo utilizzo dell’infrastruttura.

Il mancato accoglimento di tali richieste e il trasferimento della protesta istituzionale locale alle funzioni governative che decideranno sul rinnovo della concessione possono avere un peso rilevante sulla decisione stessa e  quindi dare estrema forza alle richieste da avanzare all’Ativa.

Mario  Ruggieri
per il Comitato Energia Ambiente e Territorio - None

Nessun commento:

Posta un commento